Ivan Dragicevic è uno dei sei veggenti di Medjugorje e uno dei tre che dice di «vedere» ancora la Madonna tutti i giorni, dopo 30 anni dall’inizio delle apparizioni. Le apparizioni sono iniziate il 24 giugno 1981 e, secondo la testimonianza dei veggenti, hanno attirato milioni di pellegrini nel santuario dell’Erzegovina, anche se non erano ancora riconosciute ufficialmente dalla Chiesa nel periodo a cui si riferisce l’intervista.
Per Ivan, la Madonna è una presenza materna che invita alla preghiera, alla pace, alla conversione e alla vita concreta del Vangelo. «La Gospa (Madonna in croato, ndr) è sempre se stessa: una ragazza nel fiore degli anni, ma con una profondità di sguardo che la rende ai miei occhi una donna di grande maturità».

Chi è Ivan Dragicevic
Ivan è uno dei sei veggenti di Medjugorje, uno dei tre che dice di «vedere» ancora la Madonna tutti i giorni, dopo 30 anni dall’inizio delle apparizioni. Ivan oggi non ha più le ritrosie di un tempo.
Nel 1993 ha sposato l’americana Laureen Murphy, Miss Massacchussets 1990, da cui ha avuto quattro figli; e da allora si divide tra Boston e Medjugorje, dove lo si può incontrare da maggio a settembre. Nonostante la perdurante timidezza, viaggia molto, fino all’Australia e alla Nuova Zelanda, per raccontare la sua straordinaria esperienza.
Non ho un lavoro particolare, perché passo molta parte dell’anno a dare la mia testimonianza nelle diocesi e nelle parrocchie che mi invitano. L’inverno passato, per esempio, ho visitato quasi un centinaio di chiese; e così spendo il mio tempo, al servizio dei vescovi, dei parroci e dei gruppi di preghiera che lo richiedono.
Ho girato in lungo e in largo le due Americhe, ma sono stato anche in Australia e in Nuova Zelanda. Come fonte di reddito la mia famiglia possiede a Medjugorje alcuni appartamenti per ospitare i pellegrini.
La prima apparizione del 24 giugno 1981
Il 24.6.1981 verso le ore 18, sei giovani della parrocchia di Medjugorje, Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic, Ivan Dragicevic, Ivan Ivankovic e Milka Pavlovic, hanno visto sulla collina Crnica, nel luogo chiamato Podbrdo, un’apparizione, una figura bianca con un bambino in braccio.
Sorpresi e spaventati, non si sono avvicinati ad essa. La prima volta non disse loro nulla, ma fece solo loro cenno con la mano di avvicinarsi. Ma questi, stupiti e spaventati, non si avvicinarono affatto, sebbene avessero immediatamente pensato che si trattasse della Madonna.
Il 24 giugno 1981 alle 18.00 circa i seguenti ragazzi: Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic, Ivan Dragicevic, Ivan Ivankovic e Milka Pavlovic videro, in una zona detta Podbrdo, sul monte Crnica, una donna giovane e bellissima con un bimbo tra le braccia.
Il secondo giorno: 25 giugno 1981
Il giorno dopo alla stessa ora, il 25.6.1981, quattro di loro, Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic ed Ivan Dragicevic, si sono sentiti fortemente attirati verso il posto dove, il giorno precedente, hanno visto quella che hanno riconosciuto come la Madonna.
Il secondo giorno, il 25 giugno 1981, i ragazzi, tutti d’accordo, alla stessa ora si recarono nuovamente sul luogo in cui il giorno prima era loro apparsa la Madonna, nella speranza di vederLa nuovamente. All’improvviso balenò una luce.
Insieme ad essa i ragazzi videro anche la Madonna, ma senza il bambino tra le braccia. Era indescrivibilmente bella, radiosa e sorridente. Con le mani faceva loro segno di avvicinarsi.
I ragazzi si fecero coraggio e si accostarono a Lei. Immediatamente caddero in ginocchio ed iniziarono a recitare il Padre Nostro, l’Ave Maria ed il Gloria al Padre e la Madonna pregava insieme a loro, ad eccezione dell’“Ave Maria”.
Dopo la preghiera, iniziò a parlare con i ragazzi. Ivanka le chiese subito di sua madre che era morta due mesi prima. Mirjana chiese alla Vergine un segno per far capire che i ragazzi non mentivano e non erano matti, come alcuni sostenevano.
Alla fine la Madonna si congedò dai ragazzi con le parole: “Addio, angeli miei!”. Alla domanda dei fanciulli, se cioè sarebbe nuovamente apparsa loro il giorno seguente, rispose con un cenno affermativo del capo.
Quel giorno sul luogo in cui i ragazzi avevano visto la Vergine il giorno precedente non erano presenti Ivan Ivankovic e Milka Pavlovic. Al loro posto c’erano Marija Pavlovic e Jakov Colo.
Il terzo giorno: 26 giugno 1981
Il 26 giugno 1981 i ragazzi riuscirono a stento ad attendere le 18.00, l’ora in cui la Vergine era loro precedentemente apparsa. Si recarono di nuovo nello stesso luogo per incontrarLa.
Erano molto felici, ma quella felicità era un po’ mista alla paura dovuta all’incertezza che ancora regnava su tutto questo. Ma nonostante tutto i ragazzi avvertivano una forza interiore che li attirava verso la Vergine.
Quando i ragazzi erano ancora in cammino una luce balenò rapidamente per tre volte. Per loro e per gli altri che li seguivano fu il segno che fece capire dove la Madonna si trovasse.
Questa volta si manifestò qualcosa in più rispetto ai giorni precedenti, ma nel frattempo la Vergine era improvvisamente scomparsa. Ma quando i ragazzi iniziarono a pregare riapparve nuovamente ed era meravigliosa, serena, felice e sorridente.
Uscendo di casa, su consiglio di alcune anziane, un uomo del gruppo che si era recato con i ragazzi sul luogo delle apparizioni aveva portato con sé dell’acqua benedetta così che i fanciulli potessero usarla per aspergere l’apparizione ed in questo modo mettersi al riparo da satana.
Una volta in compagnia della Vergine, Vicka prese l’acqua ed iniziò ad aspergere dicendo: “Se sei la Madonna rimani con noi, se non lo sei vattene via!”. Udito questo la Vergine sorrise e rimase con i ragazzi.
Allora Mirjana le chiese come si chiamasse e Lei rispose: “Io sono la Beata Vergine Maria.”
Quello stesso giorno, una volta che i ragazzi andarono via da Podbrdo, la Vergine apparve di nuovo, ma solo a Marija e disse: “Pace, pace, pace e solo pace!”
Dietro di Lei c’era la croce. E con le lacrime agli occhi ripeté per due volte: “La pace deve regnare tra Dio e gli uomini ed in mezzo agli uomini!”
Il quarto giorno: 27 giugno 1981
Il 27 giugno 1981 la Vergine apparve ai ragazzi tre volte. Le vennero rivolte parecchie domande alle quali Lei rispose.
Riguardo ai sacerdoti disse: “Possano i sacerdoti credere saldamente e proteggere la fede del popolo!”
Di nuovo Mirjana e Jakov Le chiesero di lasciare un segno poiché si era cominciato ad insinuare che i ragazzi fossero matti o drogati. La Vergine rispose loro: “Non abbiate timore di nulla!”
Prima di congedarsi, alla domanda se sarebbe venuta di nuovo, la Vergine con un cenno del capo rispose affermativamente. Mentre scendevano da Podbrdo, la Vergine apparve loro di nuovo e si congedò dai ragazzi con le parole: “Addio, angeli miei! Andate in pace!”
Il quinto giorno: 28 giugno 1981
Il 28 giugno 1981 già sul presto iniziò ad arrivare un’infinità di gente proveniente da tutte le parti. A mezzogiorno c’erano quindicimila persone.
Quello stesso giorno il parroco Fra Jozo Zovko interrogò i ragazzi su quello che avevano visto nei giorni precedenti. Alla solita ora la Vergine apparve di nuovo.
I ragazzi pregarono con Lei e di nuovo Le chiesero alcune cose. Ad esempio Vicka Le chiese: “Madonna mia, cosa desideri da noi?” ed ancora “Madonna mia, cosa desideri dai nostri sacerdoti?”
Ella rispose “Che il popolo preghi e creda veramente!” e, in merito ai sacerdoti, rispose che essi dovevano credere realmente ed aiutare anche gli altri in tal senso.
Quel giorno la Vergine venne ed andò via più volte. In una occasione i ragazzi Le chiesero perchè non si manifestasse nella chiesa parrocchiale dove tutti avrebbero potuto vederla, ma Lei rispose: “Beati coloro che senza vedere crederanno”.
Sebbene la giornata fosse afosa e la gente facesse molte domande i ragazzi si sentivano come in paradiso.
Il sesto giorno: 29 giugno 1981
Il 29 giugno 1981 i ragazzi furono condotti a Mostar per una visita medica e dopo gli esami vennero dichiarati sani. La dottoressa responsabile dichiarò quanto segue: “I matti non sono i ragazzi, ma chi li ha portati qui”.
Quel giorno sul monte delle apparizioni la folla era più numerosa che mai. Quando i ragazzi giunsero al solito luogo ed iniziarono a pregare la Vergine apparve loro immediatamente.
In quella occasione Ella invitò tutti a credere: “Possa il popolo credere veramente e non temere nulla!”
Quello stesso giorno anche la dottoressa che aveva seguito i ragazzi e li aveva osservati al momento dell’apparizione sentì il desiderio di toccare la Madonna e quando, su richiesta dei ragazzi, con la mano toccò le sue spalle avvertì come un brivido che l’attraversava.
E lei che non era credente riconobbe successivamente ed affermò: “Qui c’è qualcosa di miracoloso!”
Quello stesso giorno la Madonna guarì prodigiosamente un bambino, Danijel Setka, che i suoi genitori avevano condotto lì chiedendo che venisse guarito. Lei promise, a condizione che i genitori pregassero, digiunassero e credessero realmente. A quel punto, il bimbo guarì.
Il settimo giorno e lo spostamento degli incontri
Il 30 giugno 1981 due ragazze proposero ai ragazzi di andare con la macchina a fare una passeggiata; in realtà il loro obiettivo era quello di andare lontano dal luogo delle apparizioni e di trattenerli fino a quando non sarebbe trascorso l’orario delle apparizioni.
Tuttavia, sebbene i ragazzi fossero lontani da Podbrdo, all’ora solita delle apparizioni, come avvertendo una spinta interiore, chiesero di scendere dall’auto. Scesero e pregarono e la Vergine dalla Collina delle apparizioni, lontano molti chilometri, venne ad incontrarli e recitò con loro sette Padre Nostro.
Così l’inganno di quelle ragazze non ebbe successo. Subito dopo la polizia iniziò a proibire l’accesso dei ragazzi e della folla a Podbrdo, il luogo delle apparizioni.
Ai ragazzi, e successivamente neanche alla folla, fu più consentito di recarsi in quel luogo. Ma la Vergine continuava ad apparire loro in posti segreti, nelle loro case, in campagna.
I ragazzi rinfrancati parlavano apertamente con la Vergine ed ascoltavano volentieri i Suoi consigli, ammonimenti e messaggi. Tutto questo proseguì fino al 15 gennaio 1982.
Dalla collina alla chiesa parrocchiale
Nel frattempo il parroco aveva iniziato a richiamare i pellegrini in chiesa perchè partecipassero al Rosario ed alla celebrazione dell’Eucarestia. Anche i ragazzi venivano e recitavano il Rosario.
Anche qui qualche volta la Madonna apparve loro. Lo stesso parroco Fra Jozo Zovko una volta, mentre si recitava il Rosario, vide la Vergine ed interruppe la preghiera e spontaneamente iniziò a cantare “Bella sei, bella, Vergine Maria”.
Tutta la chiesa capì che stava accadendo qualcosa di insolito. In seguito egli stesso ha dichiarato che in quella occasione aveva davvero visto la Madonna.
E lui che fino ad allora non solo aveva avuto dei dubbi, ma era stato contrario alle voci sulle apparizioni, divenne il loro fautore e continuò a renderne testimonianza al punto da venire rinchiuso in prigione.
Dal 15 gennaio 1982 i ragazzi videro la Madonna in una zona vicina alla chiesa e questo fu concesso loro dal parroco a causa delle recenti difficoltà e pericoli e la Vergine aveva già precedentemente acconsentito.
Dal mese di aprile 1985, su richiesta del vescovo diocesano, i ragazzi abbandonarono questo spazio che era il luogo delle apparizioni ed ebbero in cambio una stanzetta nella casa parrocchiale.
Durata, luogo e modalità delle apparizioni
Per tutto questo periodo di tempo, dall’inizio delle apparizioni fino ad oggi, solo cinque giorni i ragazzi non hanno visto la Madonna.
La Vergine non è sempre apparsa nello stesso luogo, alle stesse persone o agli stessi gruppi, e le Sue apparizioni non hanno sempre avuto la stessa durata. A volte sono durate solo un paio di minuti, a volte ore.
Inoltre la Vergine non è sempre apparsa quando i ragazzi lo desideravano. Una volta i ragazzi pregarono ed attesero, ma la Vergine non apparve nè a quell’ora, nè dopo, in modo inaspettato.
Talvolta è apparsa ad alcuni e non ad altri. Se non aveva precedentemente promesso di apparire ad una certa ora, nessuno era in grado di prevedere se o quando sarebbe apparsa.
Non si è manifestata solo ai veggenti, ma anche ad altre persone di qualsiasi età, cultura, razza o interesse.
Tutto questo ci fa capire che le apparizioni non sono controllate dall’uomo, che non dipendono dal tempo, dal luogo, dal desiderio o dalle preghiere dei veggenti e del popolo, ma solo dalla volontà di Colei che appare.
Come Ivan descrive la Madonna
«La Gospa è sempre se stessa: una ragazza nel fiore degli anni, ma con una profondità di sguardo che la rende ai miei occhi una donna di grande maturità.»
«Ha il manto grigio e il velo bianco e, nelle feste, come a Natale e a Pasqua, indossa vesti d’oro. Gli occhi sono azzurri e le gote appena tinte di rosa.»
«In testa ha una corona di dodici stelle e i piedi poggiano su una nuvola che la sospende da terra, a ricordarci che è creatura del Cielo e immacolata.»
«Ma non posso comunicarvi la sua essenza, rendere quanto sia bella, quanto sia viva».
Le emozioni durante l’apparizione
«Faccio fatica a descrivere le mie emozioni… ogni giorno davanti a me si manifesta qualcosa che non ha pari sulla terra.»
«La Vergine per se stessa è il Paradiso. La sua presenza ti dona una tale gioia, ti trapassa con una tale luce!»
«Ma anche il contesto che la circonda è sublime. A volte mi mostra delle persone felici sullo sfondo, o degli angeli splendenti in un luogo ineffabile, pieno di fiori.»
«Vivo ogni momento della giornata nell’attesa che Lei venga. E quando l’apparizione finisce, per me è difficile riadattarmi, perché nessuna cosa al mondo, nell’arte o in natura, ha quei colori, quei profumi, e raggiunge una tale perfezione d’armonia».
La Madonna come madre
«Anche se la vedo giovanissima, la sento come Madre. La mia mamma terrena si è presa cura di me fino a quel giorno sul Podbrdo, il 24 giugno 1981, quando la Vergine è apparsa la prima volta, poi è toccato alla Gospa, per sua iniziativa.»
«Entrambe sono ottime madri, perché mi hanno educato con passione a ciò che è vero. Ma da quando ho sperimentato l’amore della Madonna, ho compreso che le sue benedizioni, le sue preghiere, i suoi consigli sono nutrimento e cardine per me e per la mia famiglia.»
«Non c’è nulla di più dolce e sconvolgente di quando si rivolge a me dicendo: “Caro figlio!”.»
«È il primo messaggio: siamo figli di Dio, amati. Siamo figli della Regina della Pace, che colma la strada dal Cielo alla terra perché ci ama.»
«E, amandoci, desidera guidarci, perché sa ciò di cui abbiamo veramente bisogno».
Che cosa fa e dice la Madonna
«Soprattutto prega, mostrandoci la via per comunicare con Dio. E la preghiera può essere di intercessione, anche per le intenzioni e le richieste di grazia che le presento, oppure di ringraziamento o di lode.»
«Talvolta il colloquio si fa personale: in questo caso Lei mi mostra con delicatezza dove ho sbagliato; e, così facendo, porta avanti la mia crescita spirituale.»
«Se all’apparizione assistono altre persone, prega su di loro, con particolare attenzione ai malati, ai sacerdoti e ai consacrati».
Perché le apparizioni durano così a lungo
«Perfino dei vescovi mi hanno fatto questa domanda. C’è chi dice che i messaggi della Vergine sono ripetitivi e chi obbietta che il credente non ha bisogno delle apparizioni, perché le verità di fede e quanto serve per la salvezza sono già contenuti nella Bibbia, nei Sacramenti e nella Chiesa.»
«Ma la Gospa risponde con un’altra domanda: “È vero: tutto è già dato; ma voi vivete veramente le Sacre Scritture, vivete l’incontro con Gesù vivo nell’Eucaristia?”.»
«Certamente i suoi messaggi sono evangelici; il problema è che non viviamo il Vangelo. Lei parla un linguaggio semplice, accessibile, e si ripete con sconfinato amore, perché sia chiaro che vuole raggiungere tutti.»
«Si comporta come una mamma quando i figli non studiano o li vede perdersi dietro a cattive compagnie… “Voi parlate tanto, ma non vivete”.»
«La fede non è un bel discorso, ma vita incarnata, e la Madonna ci suggerisce: “Siate un segno vivo; pregate, perché si realizzino i progetti di Dio, per il bene vostro e di chi vi è caro, per il mondo intero”.»
«Ci vuole tutti santi».
Gli incontri ricordati da Ivan
«Quando è Natale, e la Vergine fa visita alla mia famiglia facendosi vedere con la sua: mostrandosi con San Giuseppe e il piccolo Gesù in braccio.»
«E poi non dimenticherò mai quello che è accaduto il 2 aprile 2005. Giovanni Paolo II era da poco spirato quando è sopraggiunto raggiante, durante l’apparizione, in vesti candide e d’oro».
Ricordo sempre quel 25 agosto 1994, in cui il Santo Padre era in Croazia e la Vergine si è riferita a lui, testualmente, come a un suo strumento: «Cari figli, oggi sono vicina a voi in modo speciale, per pregare per il dono della presenza del mio amato figlio nel vostro Paese. Pregate figlioli per la salute del mio adorato figlio che soffre e che io ho scelto per questo tempo».
La famiglia di Ivan e gli appuntamenti quotidiani
«Quando sono a casa, la mia famiglia partecipa sempre alle apparizioni. Aspettiamo insieme la Madre celeste recitando il Rosario o meditando le Scritture o pregando.»
«Dopo l’apparizione, ringraziamo insieme. E io racconto ciò che la Madonna ha fatto e ha detto».
«Sì, noi sei abbiamo caratteri diversi, davvero molto differenti, e all’inizio e prima delle apparizioni in molti casi neppure ci frequentavamo. Tra l’altro, in cinque eravamo adolescenti, ma Jakov era solo un bambino.»
«Ma, dal momento che la Madonna ci ha messi insieme, questa storia ci ha uniti e si è nel tempo stabilito un rapporto intimo tra di noi.»
«E va da sé che siamo uniti non solo per il fatto che la Madonna ci appare, ma in tutte le situazioni concrete della nostra vita; e condividiamo le difficoltà quotidiane che si presentano nella conduzione di una famiglia, nell’educazione dei figli.»
«Parliamo tra noi delle cose che ci attraggono, delle tentazioni che ci colgono, perché anche noi sentiamo a volte i richiami del mondo; le nostre debolezze rimangono e vanno combattute.»
«E il condividerle ci aiuta a rialzarci, a rinsaldare la nostra fede, a rimanere semplici, a sostenerci vicendevolmente e a vedere con maggiore chiarezza ciò che la Madonna ci chiede.»
I rapporti tra i sei veggenti
«E comunque singolare questo legame, perché restiamo persone con caratteri molto diversi gli uni da gli altri, con una visione del mondo marcata e peculiare che riguarda anche gli aspetti più spiccioli e domestici.»
«Quando siamo tutti qui o, comunque, con chi è qui ci incontriamo anche un paio di volte alla settimana, ma a volte di meno perché ciascuno ha una sua famiglia e molti impegni verso i pellegrini.»
«Però lo facciamo, specie nei periodi di grande affollamento, e cerchiamo di tenerci aggiornati gli uni con gli altri e di meditare su quello che la nostra Madre celeste dice a ciascuno.»
«Ci è molto utile confrontarci sui suoi insegnamenti, perché quattro occhi vedono meglio di due e possiamo così cogliere sfumature diverse.»
«È importante, perché noi per primi dobbiamo sforzarci di capire e soprattutto di vivere ciò che la Madonna dice e chiede. Non è perché siamo i veggenti che dobbiamo sentirci a posto.»
Il gruppo di preghiera di Ivan
«Ciascuno di noi segue dei gruppi di preghiera. Io quando sono qui riprendo la vita della parrocchia, e personalmente guido un gruppo di preghiera di trenta persone che si è formato nel 1983.»
«Per i primi sette anni ci incontravamo al lunedì, al mercoledì e al venerdì, mentre adesso ci troviamo solo due volte alla settimana, per tre ore di preghiera insieme che comprendono anche il momento dell’apparizione.»
«Per il resto lodiamo il Signore, lo preghiamo con spontaneità, leggiamo le Scritture, cantiamo e meditiamo insieme.»
«A volte ci troviamo a porte chiuse da me, mentre in altri casi ci raduniamo sulla collina delle apparizioni accogliendo tutti coloro che desiderano partecipare.»
La missione rivolta ai giovani
«Insieme con il gruppo di preghiera, la missione che la Madonna mi ha affidato è quella di lavorare con e per i giovani.»
«Pregare per i giovani significa anche avere un occhio per le famiglie e per i giovani sacerdoti e consacrati.»
«Il bisogno di cui la Madonna molte volte parla nei messaggi è quello di riportare la preghiera in seno alle famiglie. Occorrono famiglie sante.»
«Molti invece si affacciano al matrimonio senza preparare le fondamenta della loro unione. La vita di oggi non è certo di aiuto, con le sue distrazioni, dovute ai ritmi di lavoro stressanti che non favoriscono la riflessione su che cosa si sta facendo, su dove si sta andando, o alle false promesse di un’esistenza facile a misura propria e del materialismo.»
«Sono tutti questi specchietti per allodole esterni alla famiglia che finiscono per distruggerne molte, per spezzare i rapporti.»
«Purtroppo oggi le famiglie trovano nemici, anziché aiuto, anche nella scuola e nei compagni dei figli, o negli ambienti di lavoro dei genitori.»
«Ecco alcuni agguerriti nemici della famiglia: la droga, l’alcol, molto spesso i giornali, la televisione e persino il cinema.»
Come testimoniare tra i giovani
«Testimoniare è un dovere, ma nel rispetto di chi si vuole raggiungere, nel rispetto dell’età e di come parla, di chi è e da dove viene.»
«Alcune volte siamo presi dalla fretta, e finiamo per forzare le coscienze, rischiando di imporre agli altri la nostra visione delle cose.»
«E invece dobbiamo imparare a essere dei buoni esempi e lasciare che la nostra proposta maturi piano piano. C’è un tempo prima della mietitura che va curato.»
«La Madonna ci invita a pregare tre ore al giorno: molti dicono “è molto”, e anche tanti giovani, tanti nostri figli la pensano così.»
«Io ho diviso questo tempo tra il mattino il mezzogiorno e la sera - includendo in questo tempo la Messa, il Rosario, la Sacra Scrittura e la meditazione - e sono giunto alla conclusione che non è molto.»
«Ma i miei figli possono pensarla diversamente, e possono ritenere la corona del Rosario un esercizio monotono.»
«In questo caso, se voglio avvicinarli alla preghiera e a Maria, dovrò spiegare loro che cosa è il Rosario e, al tempo stesso, mostrare loro con la mia vita quanto per me è importante e salutare; ma eviterò di imporglielo, per aspettare che la preghiera cresca dentro di loro.»
«E così, in principio, proporrò loro un diverso modo di pregare, ci affideremo ad altre formule, più consone al loro attuale stato di crescita, al loro modo di vivere e di pensare.»
«Perché nella preghiera, per loro e per noi, non è importante la quantità, se manca la qualità.»
«Una preghiera di qualità unisce i membri di una famiglia, produce un’adesione consapevole alla fede e a Dio.»
Giovani soli, abbandonati o in difficoltà
«Sì, è vero: il problema è la famiglia malata che genera figli malati. Ma la tua domanda non può essere liquidata in poche battute: un ragazzo che si droga è diverso da un ragazzo caduto in depressione; o un ragazzo depresso magari anche si droga.»
«Ogni persona ha bisogno di essere avvicinata nel modo giusto e non c’è un’unica ricetta, eccezion fatta per la preghiera e l’amore che tu devi mettere nel tuo servizio a loro.»
«È sicuro che in questi vent’anni, guardando la Madonna, ascoltandola e cercando di mettere in pratica che cosa Lei chiede, sono profondamente cambiato, sono diventato più coraggioso; la mia testimonianza si è fatta più ricca, più profonda.»
«Tuttavia la timidezza ancora rimane e ti assicuro che è per me molto più facile, per la confidenza che si è creata nel tempo, affrontare la Madonna, che affacciarmi su una sala piena di giovani, piena di pellegrini.»
I viaggi e i gruppi di preghiera nel mondo
«Dagli ultimi dati che mi hanno comunicato siamo a circa 4.500 gruppi.»
«Viaggio da solo.»
«Sì, la Madonna me lo chiede; io parlo molto con Lei, le dico tutto, cammino con Lei.»
«E forse è vero che dedico più tempo degli altri ai viaggi, me ne viene effettivamente richiesto molto per l’apostolato.»
«È importante viaggiare, specie per raggiungere tutti quei poveri che conoscono Medjugorje, ma per i quali un pellegrinaggio comporta sacrifici enormi.»
«Gente che in molti casi già vive i messaggi di Medjugorje e molto meglio di me.»
«L’iniziativa di ogni viaggio deve comunque venire sempre dai sacerdoti, non sono io che mi propongo per una giornata di preghiera, per la testimonianza.»
«Sono più contento quando i parroci mi invitano nelle chiese, perché si crea un clima di preghiera che favorisce l’annuncio dei messaggi della Madonna; mentre nelle conferenze con tanti relatori si rischia di essere più dispersivi.»
Il rapporto con vescovi, sacerdoti e Chiesa
«Ho incontrato moltissimi vescovi là dove sono stato invitato; e in diversi casi mi hanno fatto chiamare per loro stessa iniziativa.»
«E tutti i sacerdoti che mi hanno invitato nelle loro chiese è perché riconoscono nei messaggi della Madonna il messaggio del Vangelo.»
«Nei messaggi della Madonna vedono ripetersi la stessa richiesta del Santo Padre per una rievangelizzazione del mondo.»
«Molti vescovi mi hanno testimoniato la particolare devozione di Giovanni Paolo II per Maria, che trova conferma lungo tutto il pontificato.»
«Non conosco i carismi specifici dei singoli movimenti, ma sono convinto che sono strumenti molto utili per la salvezza di chi li frequenta purché siano nella Chiesa, amino la Chiesa e operino per la sua unità.»
«E perché questo avvenga è necessario che li guidino dei sacerdoti o per lo meno dei consacrati.»
«Se alla testa ci sono dei laici sarà importante che ci sia sempre un legame stretto con la Chiesa e i sacerdoti locali, perché in questa condizione risiede una maggiore garanzia di crescita spirituale secondo il Vangelo.»
«In caso contrario aumenta il pericolo di pericolosi sbandamenti, il rischio di finire fuori strada lontani dall’insegnamento di Gesù Cristo.»
«E questo vale anche per le nuove comunità, che anche a Medjugorje fioriscono con straordinaria spontaneità.»
«Sono sicuro che Maria sia contenta che in tanti desiderino di consacrarsi a Dio o di intraprendere uno stile di vita imperniato maggiormente sulla preghiera, tuttavia occorre vigilare e operare tutti nella stessa direzione.»
«E alle comunità che sono qui, per esempio, chiedo una particolare attenzione alle direttive della parrocchia e del vescovo, che rappresenta a Medjugorje l’autorità della Chiesa cattolica.»
«Il rischio, altrimenti, è che ognuno cada nella solita vecchia tentazione di fare parrocchia a sé.»
La preghiera per i sacerdoti e le comunità
«Io non sono un teologo, non vorrei sconfinare in un campo che non è il mio; posso dire qual è la mia opinione personale.»
«Ho detto che i sacerdoti sono le guide naturali del gregge a cui bisogna affidarsi. Ma con questo non voglio dire che loro non debbano guardare alla Chiesa, ai vescovi, al Papa, perché davvero grande è la loro responsabilità.»
«Viviamo un momento difficile per le comunità e per i sacerdoti e personalmente soffro molto nel vedere tanti sacerdoti che si allontanano dalla loro comunità.»
«È pericoloso che i sacerdoti si lascino lusingare dalla mentalità di questo mondo: il mondo è di Dio, ma nel mondo è entrato anche il male che ci distrae dalla verità della nostra vita.»
«Sia chiaro: entrare in dialogo con chi la pensa in modo differente da noi è un bene, ma senza rinunciare a ciò che caratterizza la nostra fede, che in definitiva caratterizza il nostro io.»
«Voglio confidare che dove vedo sacerdoti che pregano tanto, e in particolare devoti alla Madonna, la comunità è più sana, è più viva, c’è più trasporto spirituale.»
«Si crea maggiore comunione tra il sacerdote e le famiglie, e la comunità parrocchiale ripropone a sua volta un’immagine di famiglia.»
«Senza l’aiuto degli uni agli altri non possiamo andare avanti. Senz’altro dobbiamo pregare per i nostri sacerdoti, perché lo Spirito Santo rinnovi le nostre comunità.»
I dieci segreti e il significato della pace
«I segni dei tempi mostrano che il mondo è tribolato. E i segreti di Medjugorje contengono certamente anche profezie di eventi dolorosi.»
«Tuttavia, per esempio, il settimo segreto è stato mitigato dalle preghiere.»
«E ogni volta che Lei mi appare riconosco nel suo sguardo la speranza e la luce del Paradiso.»
«La Madonna non viene per castigarci, per criticarci, ma perché facciamo buon uso della libertà, riallacciando il dialogo e il rapporto filiale con il Creatore di tutto.»
«Non a caso si è presentata a Medjugorje come Regina della Pace e le sue prime parole sono state: “Cari figli, sia pace tra l’uomo e Dio e tra gli uomini”.»
Il segno delle apparizioni secondo Ivan
«Se mi chiedeste qual è il segno più grande delle apparizioni di Medjugorje, direi che sta nei milioni di Comunioni che sono state amministrate in questi anni in San Giacomo, e in tutte le testimonianze che arrivano da ogni parte del mondo di gente che quando torna a casa cambia la sua vita.»
«Ma ne basterebbe uno su mille che cambia il suo cuore dopo essere stato qui, perché tutto quanto è accaduto e accade abbia senso.»
«In questi vent’anni la Madonna non ci ha detto nulla che non si trovi già nel Vangelo, L’ha solo richiamato in mille modi alla memoria perché in molti se ne erano dimenticati, perché oggi non si guarda più al Vangelo.»
«Ma lì c’è tutto quello che serve, e al Vangelo bisogna restare, al Vangelo che ci indica la Chiesa, ci indica i Sacramenti.»
«Come mai?», mi hanno chiesto, «da vent’anni la Madonna non fa che parlare, mentre nel Vangelo resta quasi sempre zitta?»
«Perché nel Vangelo abbiamo tutto ciò che ci serve, ma non ci servirà a nulla se non incominciamo a viverlo.»
«E la Madonna parla tanto perché vuole che viviamo il Vangelo e spera, così facendo, di raggiungere tutti e di convincere il più grande numero di persone possibile.»
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