Nel cielo di Medjugorje sono stati osservati diversi fenomeni interpretati dai fedeli come segni spirituali, tra cui una croce luminosa apparsa il 15 agosto 2012 e un arcobaleno circolare intorno al sole visto il 3 agosto 2014. Questi eventi sono stati vissuti da molti pellegrini come richiami alla preghiera, alla pace e alla centralità di Cristo.
Le stesse manifestazioni, tuttavia, sono state considerate dagli scettici fenomeni naturali riconducibili a scie di aerei, formazioni nuvolose o effetti atmosferici. La loro interpretazione resta quindi legata alla sensibilità religiosa di chi li osserva, mentre la Chiesa invita al discernimento e alla prudenza riguardo all’autenticità soprannaturale delle apparizioni di Medjugorje.
La croce luminosa apparsa il 15 agosto 2012
Medjugorje: segni nel cielo dell’Assunta, inequivocabili, che risalgono al 15 Agosto del 2012. Oggi, che tutto il mondo celebra il dogma più antico, attribuito alla Vergine Maria, ossia la sua Assunzione in cielo, in corpo e in spirito, come era avvenuto sono per il suo Figlio Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, vogliamo ricordare quando nel cielo di Medjugorje apparve una croce luminosa.
Nel video si vede chiaramente che la croce viene segnata nel cielo, probabilmente dalla scia di due aerei -dicono gli scettici- o da una formazione particolare di nubi, ma proprio in quell’ istante, proprio sopra la testa dei fedeli che hanno atteso, come ogni giorno in quel luogo santo, le apparizioni mariane e il messaggio della Mamma celeste.

Le spiegazioni naturali e l’interpretazione dei fedeli
Il fenomeno, che per gli scettici potrebbe sembrare casuale, dura più di un’ora (molto più di quanto resiste in cielo la scia di un aereo) e assume un significato mistico -quale ha in realtà- e incita tutti alla preghiera.
Gesù, il Figlio di Maria, ci sta accanto, come tante volte la Regina della Pace ha ripetuto nei suoi messaggi, affidati ai veggenti. E la Madonna, che oggi sale in cielo, Assunta, per iniziare la sua meravigliosa opera di intercessione per l’umanità devota, ci invita a tornare al Cristo, a riflettere sulla sua opera, sulla sua testimonianza in merito all’ attuazione della Parola del Padre Santo.
Oggi, anche noi, con gli occhi rivolti al cielo, cerchiamo di scorgere il segno che salva: la croce redentrice, che -proprio dalla terra al cielo- mostra il suo legno verticale e, in quello orizzontale, esprime l’abbraccio massimo al mondo sofferenze e in ginocchio, che non perde però la speranza e la fede, mai.
L’arcobaleno circolare del 3 agosto 2014
Fra le 12 e le 14 del pomeriggio di domenica 3 agosto 2014, è comparso un arcobaleno a forma di cerchio intorno al sole, dapprima ravvicinato rispetto alla palla solare e poi via via sempre più largo per uno spettacolo davvero incantevole, da me mai visto prima, che ha spinto i tanti pellegrini presenti nel luogo a rimanere stupefatti con lo sguardo levato al cielo per tutto il tempo del fenomeno!
Ci sono due cose che non quadrano, sul piano della normalità del fenomeno, di cui hanno parlato gli esperti all’indomani sui giornali: il fatto che l’arcobaleno sia un fenomeno atmosferico strettamente legato alla pioggia, e a Medjugorje non pioveva da tre giorni. E il fatto che l’arcobaleno si formi molto distante dal sole e non a fare da corona ravvicinata come invece abbiamo visto noi, lì sul posto, per ben due ore!

Ma non è questo ciò che mi interessa sottolineare, lasciando volentieri agli scettici gli approfondimenti scientifici del caso, circa la non inspiegabilità del fenomeno.
Ciò che mi è venuto spontaneo da subito, guardando quella meraviglia che appariva ai miei occhi, è di collegarlo a quanto la Bibbia riferisce sul significato simbolico dell’arcobaleno.
Il simbolismo biblico dell’arcobaleno
Nel libro della Genesi, alla fine del diluvio universale, Dio parlò a Noè e ai suoi figli con lui dicendo: «Quanto a me, ecco, stabilisco il mio patto con voi, con i vostri discendenti dopo di voi e con tutti gli esseri viventi che sono con voi: uccelli, bestiame e tutti gli animali della terra con voi; da tutti quelli che sono usciti dall’arca, a tutti gli animali della terra. Io stabilisco il mio patto con voi; nessun essere vivente sarà più sterminato dalle acque del diluvio e non ci sarà più diluvio per distruggere la terra».
Dio disse: «Ecco il segno del patto che io faccio tra me e voi e tutti gli esseri viventi che sono con voi, per tutte le generazioni future. Io pongo il mio arco nella nuvola e servirà di segno del patto fra me e la terra. Avverrà che quando avrò raccolto delle nuvole al di sopra della terra, l’arco apparirà nelle nuvole; io mi ricorderò del mio patto fra me e voi e ogni essere vivente di ogni specie, e le acque non diventeranno più un diluvio per distruggere ogni essere vivente.
L’arco dunque sarà nelle nuvole e io lo guarderò per ricordarmi del patto perpetuo fra Dio e ogni essere vivente, di qualunque specie che è sulla terra». Dio disse a Noè: «Questo è il segno del patto che io ho stabilito fra me e ogni essere vivente che è sulla terra» (Genesi 9,8-17)
L’arcobaleno è dunque il segno dell’avvenuta riappacificazione fra Dio e gli uomini. A indicare che non ci sarà mai più una nuova distruzione dell’umanità, come fu quella al tempo di Noè.
E ciò non in virtù della bontà dell’uomo, che oggi come allora volta le spalle al suo Dio, ma in virtù della misericordia di Dio, che si mantiene fedele alla sua promessa.
Mi piace pensare che quell’arcobaleno atipico, visibile nella sola Medjugorje, stia ad indicare che la rinnovata alleanza di pace fra Dio e l’umanità del nostro tempo venga “procurata” proprio dalla Madonna, che appare in quel luogo non a caso con il titolo di “Kraljica Mira”, che in croato significa “Regina della Pace”.
Medjugorje e la tradizione delle apparizioni mariane
Nel tardo pomeriggio del mercoledì 24 giugno 1981, durante la festa di San Giovanni Battista, sei giovani di età compresa tra i 12 e i 20 anni si trovano a passeggiare sul monte Crnica, noto oggi come la Collina delle Apparizioni.
In una zona sassosa chiamata Podbrdo, improvvisamente, vedono apparire in aria una figura evanescente di una giovane donna bellissima e luminosa, che tiene un bambino tra le braccia. I ragazzi riconoscono immediatamente che si tratta della Madonna, nonostante l’apparizione non pronunci parole, ma li invita solo a avvicinarsi.
Pur essendo impauriti, decidono di scappare via. Una volta tornati a casa, raccontano ciò che è accaduto agli adulti. Tuttavia, spaventati dalle possibili conseguenze (considerando che la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia era ufficialmente atea), gli adulti intimano loro di mantenere silenzio riguardo all’evento straordinario.
Il 25 giugno 1981: la formazione del gruppo dei veggenti
La notizia della straordinaria apparizione si diffonde rapidamente nel villaggio, e il giorno seguente, il 25 giugno 1981, un gruppo di curiosi si raduna nello stesso luogo e alla stessa ora sperando in una nuova apparizione.
La loro speranza viene presto esaudita quando, su una nuvola, appare di nuovo la Madonna, questa volta senza il bambino e ancora bellissima e luminosa.
Tra i presenti, vedono la “Gospa” (come viene chiamata la Madonna) i quattro ragazzi che l’avevano vista la sera precedente: Ivanka Ivanković, Mirjana Dragićević, Vicka Ivanković, Ivan Dragićević e si uniscono a loro Marija Pavlović, la sorella maggiore di Milka, e il piccolo Jakov Čolo, di soli 10 anni.
Questo gruppo dei sei veggenti prescelti dalla Beata Vergine è stabilmente formato, e sarà da allora il testimone delle successive Apparizioni. Per questo motivo, l’anniversario delle Apparizioni verrà celebrato ogni anno il 25 giugno, come espressamente deciso dalla Madonna stessa.
Quando la Gospa fa un cenno, tutti e sei i giovani veggenti corrono velocemente tra sassi, rovi e sterpaglie verso la cima del monte. Nonostante il sentiero non fosse segnato, miracolosamente, non riportano nemmeno un graffio.
Successivamente, racconteranno agli altri partecipanti di essersi sentiti “trasportati” da una forza misteriosa. La Madonna appare sorridente, indossa un abito lucente di colore grigio-argento, con un velo bianco che le copre i capelli neri e ha amorevoli occhi azzurri.
È incoronata da dodici stelle e la sua voce è descritta come dolce e melodiosa, quasi come musica. Scambia alcune parole con i ragazzi, prega insieme a loro e promette di tornare in futuro.
I primi giorni delle apparizioni
Il 26 giugno 1981: il richiamo alla pace
Il 26 giugno 1981, più di 1000 persone si radunarono attratte da un misterioso bagliore luminoso. Vicka, su suggerimento di alcuni anziani presenti, decise di gettare una bottiglietta di acqua benedetta sull’apparizione, nel tentativo di verificare se si trattava di un’entità celeste o demoniaca.
Con forza, esclamò: “Se sei la Madonna, rimani con noi; se non lo sei, vai via!”. Sorprendentemente, la figura sorrise e, rispondendo alla domanda diretta di Mirjana, si identificò per la prima volta come “la Beata Vergine Maria”.
Durante l’apparizione, la Madonna ripeté più volte la parola “Pace”. Alla fine dell’evento, mentre i veggenti scendevano dalla collina, l’apparizione riapparve solo a Marija.
Questa volta, però, la Madonna era visibilmente triste e aveva una Croce alle spalle. Le sue parole furono premonitrici e piene di tristezza: “Il mondo può essere salvato soltanto tramite la Pace, ma la pace sarà raggiunta soltanto se il mondo troverà Dio. Dio c’è, ditelo a tutti. Riconciliatevi tra voi, fatevi fratelli…”.
Dieci anni dopo, il 26 giugno 1991, scoppia la Guerra dei Balcani, un conflitto feroce e disumano nel cuore dell’Europa che ha completamente ridisegnato la Jugoslavia.
Questo tragico evento sembra rispecchiare le preoccupazioni e gli appelli della Madonna per la pace e la riconciliazione tra le persone.
Il 27 giugno 1981: fede e ruolo dei sacerdoti
Il sabato 27 giugno 1981, i giovani veggenti vengono convocati nell’ufficio della polizia e sottoposti a un lungo interrogatorio, che comprende anche esami medico-psichiatrici, al fine di verificare la loro sanità mentale.
Alla conclusione di questi esami, vengono dichiarati perfettamente sani di mente. Una volta liberati, non esitano a correre sulla collina per non perdere la quarta Apparizione della Madonna.
Durante l’Apparizione, i giovani pongono alla Madonna diverse domande, tra cui il ruolo dei sacerdoti. La Madonna risponde dicendo che i sacerdoti devono essere fermi nella Fede e aiutare le persone, proteggendo la Fede del popolo.
Inoltre, la Madonna sottolinea l’importanza della fede anche senza aver visto direttamente le apparizioni. Questo implica che la fede non dovrebbe dipendere solo dalle manifestazioni visibili, ma dovrebbe essere radicata nel cuore delle persone, basandosi sulla fiducia in Dio e nella sua presenza amorevole nella vita di ognuno.
Le risposte della Madonna forniscono ai giovani e a tutti coloro che seguono le apparizioni, preziosi insegnamenti sulla fede, la spiritualità e il ruolo dei sacerdoti nella comunità.
La straordinaria esperienza delle apparizioni segna profondamente le vite dei veggenti e ispira molti a rafforzare la loro fede e impegno religioso.
Il 28 giugno 1981: la folla e la prudenza del parroco
Domenica 28 giugno 1981, una vasta folla di persone provenienti da tutte le zone circostanti si raduna fin dalle prime ore del mattino.
A mezzogiorno, più di 15.000 persone sono riunite in attesa dell’Apparizione, formando un raduno imponente e spontaneo senza precedenti in un paese guidato da un regime comunista.
Nonostante le restrizioni imposte dal regime, la gente affluisce con fervore e curiosità per assistere all’evento straordinario. Quando la Beata Vergine appare, manifesta una gioia contagiosa e prega insieme ai veggenti.
Risponde anche alle loro domande, confermando la veridicità delle apparizioni. Questo momento diventa una fonte di ispirazione per i presenti, che si sentono testimoni di un evento spirituale unico e significativo.
Nella stessa giornata, il parroco di Medjugorje, padre Jozo Zovko, fa ritorno da un viaggio e, venuto a conoscenza degli eventi straordinari, decide di interrogare i veggenti per valutare la loro buona fede.
Inizialmente, padre Jozo è scettico riguardo alle apparizioni e sospetta che possano essere una montatura organizzata dal regime comunista per screditare la Chiesa.
Tuttavia, col passare del tempo, le parole sincere e coerenti dei giovani veggenti superano le sue riserve e i suoi dubbi. Pur non aderendo ciecamente all’evento, padre Jozo decide di procedere con prudenza e non supportare immediatamente i sei ragazzi.
Intraprende ulteriori indagini e riflessioni, cercando di capire meglio la portata e la natura di ciò che sta accadendo a Medjugorje.
Il 29 giugno 1981: gli esami medici e la guarigione di Danijel
Lunedì 29 giugno 1981, festa dei Santi Pietro e Paolo, una data particolarmente importante e sentita dalla popolazione croata, i sei giovani veggenti vengono nuovamente prelevati dalla polizia e portati nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Mostar.
Là, dodici medici li attendono per sottoporli a un altro esame psichiatrico, nella speranza di dimostrare la loro infermità mentale e screditare le loro affermazioni riguardo alle apparizioni.
Tuttavia, la dottoressa che guida l’equipe medica, una donna di fede musulmana, lascia tutti sorpresi dichiarando che non sono i ragazzi ad essere pazzi, ma chi li ha condotti lì.
Nella sua relazione alla polizia segreta, scrive di essere rimasta colpita dal coraggio e dalla determinazione del piccolo Jacov. Nonostante le accuse di raccontare falsità, Jacov rimane saldo e inamovibile nelle sue affermazioni, dimostrando una fede incrollabile nella Madonna e una totale assenza di paura.
La dottoressa ammette di non essere riuscita a smascherare alcuna manipolazione nei ragazzi.
Nella stessa serata, durante l’Apparizione, tra la folla presente si trova anche un bambino di soli 3 anni, Danijel Šetka, gravemente malato di setticemia e privo della capacità di parlare e camminare.
Disperati, i genitori del bambino chiedono l’intercessione della Madonna per la guarigione del loro piccolo. La Madonna acconsente ma pone una condizione: chiede che l’intera comunità e soprattutto i genitori del bambino preghino, digiunino e viva una fede autentica.
Dopo questo evento, le condizioni di Danijel iniziano a migliorare in modo progressivo e sorprendente. Verso la fine dell’estate, il bambino è in grado di camminare e parlare, affermando così il miracoloso potere di guarigione che la Madonna ha concesso a seguito delle preghiere sincere e della fede autentica della comunità.
Questo è solo uno dei numerosi casi di guarigioni miracolose che si sono verificati a Medjugorje nel corso degli anni, rafforzando la credenza e la devozione dei fedeli verso la Madonna e confermando l’importanza spirituale del luogo.
Il 30 giugno 1981: l’apparizione lontano dalla collina
Martedì 30 giugno, i sei giovani veggenti non si presentano alla solita ora ai piedi della collina perché due ragazze mandate dal governo di Sarajevo intervengono con l’intento di trattenerli lontano dal luogo delle Apparizioni.
Il governo di Sarajevo, preoccupato dall’affluenza di persone a Medjugorje e convinto che si tratti di una montatura clericale e nazionalista dei croati, cerca di sbarazzarsi delle apparizioni e dei veggenti.
Nel pomeriggio, le due ragazze propongono ai veggenti di fare un giro in auto nei dintorni, ma il loro obiettivo segreto è di tenere i ragazzi lontani dal Podbrdo, dove avviene di solito l’Apparizione.
Ignari della cospirazione, i giovani veggenti, provati dalle vicissitudini vissute, accettano questa occasione di svago, tranne Ivan che resta a casa.
Tuttavia, mentre sono ancora in giro, lontani dal luogo delle Apparizioni, sentono un’urgenza interiore. Fermando l’auto, vedono una luce all’orizzonte e la Madonna appare su una nuvola, avvicinandosi a loro e pregando insieme ai giovani.

Rientrati in paese, i veggenti si recano in canonica, dove padre Jozo li interroga nuovamente. Le due ragazze “cospiratrici” sono anch’esse presenti e sono sconvolte dal fatto di aver visto quei fenomeni luminosi in cielo.
A causa di ciò, decidono di non lavorare più con le forze dell’ordine. Da quel giorno, la polizia impedisce l’accesso dei ragazzi e della folla al Podbrdo, cercando di fermare le apparizioni.
Tuttavia, nonostante questo divieto terreno, i fenomeni divini continuano e la Vergine continua a comparire in luoghi diversi, proseguendo la sua presenza e le sue messaggi di fede e speranza alla comunità di Medjugorje.
La fama di Medjugorje come luogo di apparizioni mariane e di spiritualità cresce, attirando ancora più pellegrini e devoti.
Il 1° luglio 1981: le minacce e le apparizioni nelle abitazioni
Il 1° luglio 1981 è stato un giorno tumultuoso per i veggenti di Medjugorje e le loro famiglie. I genitori dei giovani furono convocati negli uffici della polizia e soggetti a minacce a causa delle apparizioni dei loro figli, che venivano accusati di essere “impostori, visionari, sobillatori e ribelli”.
Queste minacce facevano parte del tentativo delle autorità di fermare e screditare le apparizioni e i veggenti.
Nel pomeriggio, due incaricati del comune arrivarono a casa di Vicka e persuasero lei, Ivanka e Marija a salire sul loro furgone con la scusa di accompagnarle in canonica.
Tuttavia, una volta giunte alla chiesa, i due uomini decisero di proseguire il tragitto senza alcuna spiegazione. Le ragazze protestarono e colpirono i finestrini con i pugni, ma improvvisamente sembrarono estraniarsi dal momento e hanno una fugace apparizione della Madonna, durante la quale la Vergine le incoraggiò a non avere paura e a rimanere salde nella loro fede.
I due funzionari comunali si resero conto che qualcosa di strano era accaduto e decisero di riportare immediatamente le tre ragazze in canonica.
Quel giorno, Jacov, Mirjana e Ivan ebbero invece l’apparizione nella loro casa, continuando a ricevere i messaggi e le manifestazioni della Madonna in modo straordinario.
Questi eventi drammatici non fecero altro che aumentare l’interesse e la devozione dei fedeli verso Medjugorje, e nonostante le persecuzioni e le difficoltà, le apparizioni e i messaggi della Madonna continuarono fino ai giorni nostri, diventando una delle apparizioni mariane più famose e venerate al mondo.
Il significato dei fenomeni celesti nel contesto di Medjugorje
Quando si affrontano certi argomenti non si sa mai dove si va a parare, perché ci si imbatte su un terreno minato in cui non è semplice districarsi e rimanere equidistante da forzature sensazionalistiche di derive misticheggianti.
Non è tale l’intento di questo articolo. Chi scrive si reca volentieri a Medjugorje ma non per l’intento di volersi imbattere nella scoperta di segni straordinari che stravolgono le leggi della natura, né per una fanatica sequela dei veggenti, come tanti che per poter stringere la mano a uno di essi si alzano all’alba per scavalcare migliaia di persone nel giocare d’anticipo.
Medjugorje è un luogo dove approda ogni anno, da più di trent’anni, tantissima gente da tutto il mondo, perché attirata dal fenomeno delle apparizioni soprannaturali della Madonna (vere o presunte che siano), ma non è detto che tutti si trovino sulla giusta rotta.
Tutt’altro. Può accadere che, come in tutti i fenomeni di massa, ci possano essere delle devianze, degli accadimenti inventati, delle pure fantasie fatte passare per realtà, al solo scopo di fare sensazione.
Con il rischio di buttare un’ombra anche su ciò che di buono coesiste, accanto alla zizzania. Conosco molte persone che si dicono cattolici praticanti e che prendono fortemente le distanze dal fenomeno Medjugorje, proprio perché di esso hanno avuto sentore soltanto dei suoi aspetti deleteri, legati a residuati di credenze popolari, un misto di magia e superstizione, dai quali io mi sono tenuto sempre a debita distanza, non volendo buttare con l’acqua sporca… anche il bambino.
Mi correva l’obbligo di questa lunga premessa per precisare il mio pensiero su quanto copiosamente asserito circa i fenomeni che sono frequenti a Medjugorje. Io non ne avevo mai visti prima d’ora, e quando incontravo qualcuno che sembrava farneticare su cose eccezionali da lui osservate, giravo alla larga.
Non ritengo che si renda un buon servizio, con la diffusione di un sensazionalismo misticheggiante, alla causa dell’attendibilità di quelle apparizioni mariane, se si vuole dare ad esse la stessa connotazione di valore di quanto accaduto a Lourdes e a Fatima.
Sarà comunque la Chiesa a fare chiarezza. Nel frattempo non posso esimermi dal rendicontare quanto da me per la prima volta osservato di fuori dal comune, mio malgrado, nel cielo di Medjugorje.
La posizione della Chiesa cattolica
L’opinione della Chiesa Cattolica riguardo alle apparizioni mariane di Medjugorje è stata oggetto di studio e analisi approfondite da parte delle autorità ecclesiastiche.
Nel corso degli anni, la Santa Sede ha preso in considerazione le testimonianze dei veggenti, l’analisi dei fatti, e ha ascoltato i pareri dei vescovi e degli esperti coinvolti nella questione.
Una delle principali preoccupazioni della Chiesa riguardo a Medjugorje è stata l’autenticità delle apparizioni. Mentre alcune persone credono fermamente nella divinità e nella veridicità di questi eventi, altri esprimono riserve e dubbi riguardo alla loro natura soprannaturale.
La Chiesa è consapevole della necessità di discernimento e prudenza in questioni così delicate, considerando le implicazioni teologiche e pastorali che una dichiarazione ufficiale potrebbe comportare.
Nonostante la posizione di prudenza, la Chiesa ha riconosciuto il valore spirituale di Medjugorje come luogo di pellegrinaggio.
Fin dai primi anni delle apparizioni, il villaggio bosniaco ha attirato milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo, desiderosi di sperimentare la presunta presenza divina e di trovare conforto e rinnovamento nella fede.
La Chiesa ha incoraggiato questa devozione, pur esortando i fedeli a evitare atteggiamenti eccessivamente ingenui o fanatismo.
All’inizio delle apparizioni, la Diocesi di Mostar-Duvno, che ha giurisdizione su Medjugorje, istituì una commissione di indagine composta da vescovi, teologi e esperti, al fine di esaminare attentamente le testimonianze dei veggenti e i fatti collegati alle apparizioni mariane.
L’obiettivo era di valutare la credibilità delle apparizioni e determinare se queste avessero una natura soprannaturale.
Il messaggio di fede
Le prime indagini sulla questione furono complesse e a tratti controverse. Alcuni vescovi e teologi si espressero con scetticismo riguardo all’autenticità delle apparizioni, sollevando dubbi sulla coerenza delle testimonianze dei veggenti e sull’assenza di segni incontrovertibili di natura soprannaturale.
Tuttavia, molti altri fedeli, pellegrini e persino alcuni vescovi furono attratti dalla spiritualità e dalla devozione che Medjugorje sembrava ispirare.
L’atmosfera di preghiera, conversione e pace che si viveva nel luogo delle apparizioni ha avuto un impatto profondo sulla vita di molte persone, portando ad un fiorire di fede e vocazioni religiose.
Speciale apparizione della Madonna nel cielo di Medjugorje
Come leggere i segni nel cielo
Il fenomeno dell’arcobaleno e quello della croce luminosa appartengono a due momenti differenti e sono stati interpretati in modi diversi. La croce richiama direttamente il sacrificio e la redenzione di Cristo, mentre l’arcobaleno è stato associato alla riconciliazione tra Dio e l’umanità.
Per i credenti, la collocazione di questi fenomeni sopra una folla riunita in preghiera può assumere un valore particolare. Per chi mantiene un approccio scettico, invece, la presenza di scie, nuvole o fenomeni ottici può offrire una spiegazione naturale senza implicare un’origine soprannaturale.
Il significato religioso non dipende quindi soltanto dall’aspetto visibile dell’evento, ma anche dal contesto nel quale viene osservato e dalla risposta interiore che suscita: preghiera, pace, riconciliazione e ritorno a Cristo.
Le apparizioni e i fenomeni celesti di Medjugorje continuano così a essere collocati in uno spazio di confronto tra esperienza religiosa, osservazione dei fenomeni naturali e discernimento ecclesiale.
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