Andrea della Robbia e la Natività di Sansepolcro

La Natività con l’Annuncio ai pastori e Annunciazione è una grande pala in terracotta invetriata policroma realizzata da Andrea della Robbia nei primi anni Ottanta del Quattrocento e oggi conservata nel Museo Civico di Sansepolcro.

Andrea della Robbia (1435, Firenze - 1525) Natività con l’annuncio ai pastori, 1480 circa Terracotta invetriata, 344×237 cm. Museo Civico, Sansepolcro

Natività di Andrea della Robbia Sansepolcro

La pala di Sansepolcro

La grande pala in terracotta, proveniente dal monastero di Santa Chiara e da sempre attribuita alla bottega di Giovanni della Robbia fu invece eseguita dal padre di questi, Andrea, nei primi anni Ottanta del Quattrocento. La produzione di questo tipo di pale d’altare rappresenta un genere molto caro ad Andrea come dimostrano le contemporanee terrecotte eseguite per il Duomo di Arezzo, per Santa Maria a Fontecastello (oggi al Museo Civico di Montepulciano) e per Santa Maria della Stella a Militello.

Secondo Carocci, l’opera fu tolta dalla clausura dell’antico monastero delle Clarisse di Sansepolcro nel 1893 per essere esposta, prima, in una cappella dell’annessa chiesa di Santa Chiara e successivamente nel Museo Civico cittadino. La riproduzione dell’opera è stata concessa dal Museo Civico “Piero della Francesca” di Sansepolcro.

La pala raffigura al centro una bella e luminosa Natività con sullo sfondo l’immagine di un giovane pastore destato dagli angeli che gli annunciano la nascita del Salvatore. In alto sulla lunetta è rappresentato l’Annuncio dell’arcangelo Gabriele a Maria e nella predella sono, ai lati del ciborio, due coppie di angeli adoranti e San Francesco e Santa Chiara in ginocchio alle due estremità.

La composizione dell’opera

Andrea fu il nipote di Luca della Robbia specializzato come lui nella tecnica della terracotta invetriata policroma. La Natività è rappresentata in maniera classica con Giuseppe e Maria in adorazione del Bambino nella mangiatoia insieme al bue e all’asinello all’interno di una capanna sormontata da angeli tra cui due che annunciano la nascita ad un pastore.

L’opera è caratterizzata dall’ambientazione naturalistica della scena, l’albero sulla destra realizzato con precisione sembra quasi reale. Il blu dello sfondo contrasta con il candore delle figure, bicromia caratterizzante delle opere dell’artista.

La Natività è inoltre composta in alto da una lunetta raffigurante l’Annunciazione dell’arcangelo Gabriele alla Vergine ed una predella con quattro angeli e alle estremità S. Francesco e S. Chiara.

Andrea della Robbia e la terracotta invetriata

Luca della Robbia, il capostipite della famiglia, fu il primo ad elevare grazie al proprio talento la tecnica della ceramica scultorea, o terracotta invetriata, ad importante e per certi aspetti unico "filone" dell'arte rinascimentale. Tanto universalmente godibile nei contenuti quanto specialistico e segreto nelle tecniche necessarie alla realizzazione.

Così speciale da rimanere quasi del tutto "in casa" di Luca e dei diretti discendenti, e arrivando ad identificarsi quasi completamente con il nome dei Della Robbia. Per carità, sono molti gli artisti che nei secoli si sono cimentati con queste tecniche con preziosi risultati, ma indubbiamente il carattere segreto e familiare della bottega rinascimentale è uno degli elementi che ha contribuito a legare ancora più strettamente il nome dei Della Robbia alla tecnica della terracotta smaltata.

Bianco e azzurro, dalla semplice ed essenziale combinazione di questi due colori unita all'abilità e al talento scultoreo è nata l'arte di Luca Della Robbia e dei suoi discendenti, che si sarebbe poi arricchita dei gialli, dei verdi e del terra di Siena.

La formazione e l’attività di Andrea

Andrea della Robbia, nipote di Luca della Robbia, ovvero figlio di suo fratello Marco, fu come lui specializzato nella tecnica della ceramica policroma invetriata, inventata dallo zio. Portò a grandissima diffusione l'arte della terracotta invetriata divenendo ben presto il capobottega dell'officina ereditata dallo zio Luca, che costituì per lui anche un padre adottivo a causa della morte precoce di Marco, avvenuta nel 1448.

La sua formazione fu resa assai precoce dalla convivenza, sin dalla giovane età, con il suo famoso predecessore, a differenza del quale si ispirò più alla pittura contemporanea che alla scultura, come la bottega di Verrocchio e i suoi allievi. Nel 1458 si qualificò come intagliatore e cominciò a rendersi operativamente indipendente dalla bottega di Luca con cui, tuttavia, continuò a collaborare per almeno un decennio.

L'ascesa artistica di Andrea produsse attriti nel rapporto con lo zio che, nel 1471, decise di escluderlo dalla sua eredità testamentaria. Dal matrimonio, avvenuto nel 1465, con Giovanna di Piero ebbe dodici figli, fra i quali cinque intrapresero la carriera scultorea; il più talentuoso fu Giovanni della Robbia che proseguì con successo l'attività della bottega di famiglia.

Il contesto della bottega robbiana

La scuola, o bottega, o meglio famiglia dei fiorentini Della Robbia fu alacremente prolifica durante i circa due secoli di attività, e sicuramente potrete ammirarne i capolavori scultorei in molti luoghi della Toscana, e non solo. Ma una mostra del 2009 a loro dedicata, tenutasi ad Arezzo con molto successo, mi ha dato lo spunto per citarvi il legami di questa particolare forma d'arte con il nostro territorio.

Sono gli eredi dell'arte robbiana da quando Luca il giovane si rifugiò in Francia per fuggire alla peste. Ma il Vasari sostiene che essi carpirono i segreti della famiglia rivale ad una donna che frequentava la loro casa. Un vero e proprio caso di sospetto "spionaggio industriale".

Possiamo citare come esempio la storia di un'altra famiglia che si è dedicata a questa particolare forma d'arte, i Buglioni (Benedetto e Santi), autori di pregiatissime opere (alcune delle quali sono qui vicine e partecipi della mostra aretina), che ancora oggi sono più che altro ricordati in qualità di antagonisti della più famosa famiglia.

Il rapporto tra azzurro, paesaggio e arte robbiana

L'azzurro è un colore che ha benedetto le nostre terre. L'azzurro e le sue sfumature legano mille storie della Valtiberina toscana alla Storia con la esse maiuscola.

L'azzurro del cielo che fa sfondo ai nostri bei paesaggi è anche protagonista degli affreschi di uno dei più celebri figli della Valtiberina. Piero della Francesca lo portava nel cuore, e in molte sue opere questo colore intenso e rasserenante, luce azzurra la potremmo chiamare, spicca e domina e scema nel bianco a mano a mano che si avvicina a lambire la linea d'orizzonte.

Hanno definito questo azzurro metafisico, ma per noi è "solo" il colore del cielo nelle giornate serene e terse, che fa risaltare netti i profili di cipressi e campanili, e di colline e appennini. E' un colore miracoloso quanto quotidiano, sicuramente stupendo.

E poi c'è un altro azzurro che amiamo, e su cui mi vorrei soffermare, quello delle terracotte invetriate dei Della Robbia. Il sodalizio delle loro splendide opere con certi luoghi particolarmente suggestivi dei nostri dintorni sicuramente li rende reciprocamente ancora più affascinanti.

Le opere robbiane a Sansepolcro

La Natività e Adorazione dei Pastori del 1485, conservata nel Museo Civico, è indicata come opera della bottega di Andrea della Robbia. Nello stesso museo si trova anche la Vergine con Bambino e Stemma Manetti, del 1503, anch’essa attribuita alla bottega di Andrea della Robbia.

LuogoOperaDataAttribuzione
Museo CivicoNatività e Adorazione dei Pastori1485Bottega di Andrea della Robbia
Museo CivicoVergine con Bambino e Stemma Manetti1503Bottega di Andrea della Robbia
Cattedrale di San Giovanni EvangelistaTabernacolo1495 circaAndrea della Robbia
Cattedrale di San Giovanni EvangelistaSan Benedetto1505-1510Luca della Robbia "il giovane"
Cattedrale di San Giovanni EvangelistaSan Romualdo1505-1510Luca della Robbia "il giovane"

Nella Cattedrale di San Giovanni Evangelista sono conservati il Tabernacolo, realizzato da Andrea della Robbia intorno al 1495, e le sculture di San Benedetto e San Romualdo, eseguite da Luca della Robbia "il giovane" tra il 1505 e il 1510.

Gli stemmi della bottega di Andrea della Robbia

Il Palazzo Pretorio conserva una significativa serie di opere legate alla bottega di Andrea della Robbia: lo Stemma di Bernardo di Piero Borsi del 1480-1481, lo Stemma di Simone di Gagliardo Bonciani del 1481, lo Stemma di Taddeo di Giovanni di Taddeo dell'Antella del 1481-1482 e lo Stemma di Lorenzo di Amphrione di Lorenzo Lenzi del 1484.

Fanno parte dello stesso gruppo lo Stemma di Antonio di Piero di Nicola Malegonnelle del 1485, lo Stemma di Filippo di Giovanni dell'Antella del 1486, lo Stemma di Tommaso di Piero di Nicola Malegonnelle del 1487, lo Stemma di Cesare di Domenico di Tano Petrucci del 1487-1488 e lo Stemma di Lorenzo di Giovanni Bartoli del 1488-1489.

La serie comprende inoltre lo Stemma di Filippo di Giovanni di Filippo Corbizi del 1495, lo Stemma di Antonio Francesco di Bartolomeo Scali del 1500-1501, lo Stemma di Bernardo di Filippo Manetti del 1503, lo Stemma di Bernardo di Bernardo di Niccolò degl'Asini del 1507 e lo Stemma di Gieri di Gherardo Risaliti del 1511.

Nel Palazzo Pretorio sono inoltre indicati lo Stemma di Galeotto di Ruberto Lioni, realizzato dalla bottega di Benedetto Buglioni nel 1510-1511, e lo Stemma di Raffaello di Francesco di Giovenco di Giuliano de' Medici, attribuito a Giovanni della Robbia nel 1519.

La Natività nel territorio della Valtiberina

La presenza della Natività di Sansepolcro si inserisce in un itinerario più ampio di opere robbiane distribuite nella Valtiberina toscana. Prima di provare a smentirmi vi consiglio di visitare il santuario de La Verna, un vero e proprio scrigno d'arte, e in particolare d'arte robbiana.

Al Santuario de La Verna, nella Basilica, sono conservate l’Annunciazione del 1475 circa, la Natività del 1479, il Sant'Antonio Abate e il San Francesco del 1490-1493, tutti attribuiti ad Andrea della Robbia. Nella stessa Basilica si trova anche l’Ascensione del 1480 circa, realizzata da Andrea della Robbia e Luca della Robbia "il giovane".

Nella Cappella delle Stimmate del Santuario si trovano la Crocifissione, realizzata da Andrea della Robbia intorno al 1481, e la Madonna col Bambino benedicente, eseguita da Andrea della Robbia e bottega tra il 1490 e il 1495.

Nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli sono conservate la Madonna Assunta dona la cintola a San Tommaso tra i Santi Gregorio, Francesco e Bonaventura, realizzata da Andrea della Robbia intorno al 1488, la Natività e il Cristo in pietà tra la Vergine, San Giovanni e angeli, entrambe eseguite da Andrea della Robbia e Luca della Robbia "il giovane" ante 1493.

Le altre opere nella Valtiberina

Ad Anghiari, nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie, Propositura, si trovano la Madonna della Misericordia di Andrea della Robbia, del 1490-1500, e il Tabernacolo con quattro angeli in adorazione di Benedetto Buglioni e bottega, del 1510-1520.

Nel Museo Statale di Palazzo Taglieschi sono conservate la Madonna con Bambino di Benedetto Buglioni, del 1490-1500, il Gesù e la Samaritana al pozzo di Benedetto Buglioni, del 1510-1520, la Natività tra i Santi Giovanni Evangelista e Francesco della bottega di Andrea Della Robbia, del 1510-1515, la Madonna con Bambino e San Giovannino della bottega di Benedetto Buglioni, del 1510-1515, e l’Adorazione del Bambino sorretto da un Angelo di Santi Buglioni, del 1510-1520.

A Pieve Santo Stefano, nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, è conservata la Madonna con Bambino tra i Santi Pietro e Clemente Papa, realizzata dalla bottega di Andrea della Robbia tra il 1510 e il 1520. Nella Collegiata di Santo Stefano si trovano il San Sebastiano alla colonna di Giovanni della Robbia, del 1510-1520, e l’Assunzione di Maria tra San Francesco, Sant'Antonio da Padova, San Girolamo e Sant'Antonio Abate, realizzata dalla bottega di Andrea della Robbia nel 1514.

Il percorso comprende anche il Santuario de La Verna, Anghiari e Pieve Santo Stefano, dove la terracotta invetriata si lega a chiese, cappelle, musei e palazzi della Valtiberina.

LUCA DELLA ROBBIA: L' ALCHIMISTA DELLA TERRACOTTA

La “Natività con l’Annuncio ai pastori e Annunciazione”, splendida pala in terracotta invetriata realizzata da Andrea della Robbia nel 1480 per il monastero di Santa Chiara a Sansepolcro è stata scelta dalla Repubblica di San Marino come soggetto dell’emissione filatelica dedicata al Natale 2019.

Stampata in versione foglietto, all’interno sono ricavati due francobolli da 2 euro ciascuno. La data di emissione del foglietto è quella del 2 ottobre 2019 con una tiratura di 30mila esemplari stampati dalla Cartor Security Printing.

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