L’Abbazia di Pomposa è uno dei centri religiosi e culturali più importanti dell’Italia settentrionale e conserva un patrimonio millenario di fede, arte, musica e storia. Il complesso si trova a Codigoro, nel territorio di Ferrara, nel cuore del Delta del Po.
Il complesso abbaziale comprende la Chiesa di Santa Maria, il campanile, l’aula capitolare, il refettorio e il Museo Pomposiano. La visita permette di ammirare mosaici pavimentali, affreschi di scuola bolognese trecentesca, opere di Vitale da Bologna e testimonianze della lunga tradizione benedettina.

Dove si trova l’Abbazia di Pomposa
L’Abbazia di Pomposa si trova in Via Pomposa Centro, 12, a Codigoro, in provincia di Ferrara. Il complesso è inserito nel paesaggio del Delta del Po, un territorio caratterizzato dall’incontro tra il Grande Fiume e il mare Adriatico.
Il complesso dell’Abbazia di Pomposa è la sede della Parrocchia di Santa Maria Assunta in Cielo, un cuore pulsante di comunità. Qui, i fedeli si riuniscono per continuare una tradizione millenaria, prendendosi cura di questo inestimabile patrimonio.
La storia dell’Abbazia di Pomposa
L’origine dell’Abbazia risale ai secoli VI - VII, quando sorse un insediamento benedettino su quella che era l’Insula Pomposia, un’isola boscosa circondata da due rami del fiume e protetta dal mare.
Dopo il Mille cominciò la stagione di maggior splendore e divenne centro monastico fiorente votato ad una vita di preghiera e lavoro, la cui fortuna si legò alla figura dell’abate San Guido. Nell’anno 1001, il conseguimento del titolo di Abbazia Imperiale, consentì all’Abbazia di Pomposa di raggiungere l’apice del proprio prestigio, accrescendo la propria potenza, ma divenendo anche un centro di primissimo piano per la spiritualità cristiana e la cultura dell’epoca.
Scrigno d’arte, di fede, di cultura e di storia millenaria, l’Abbazia di Pomposa, definita “monasterium in Italia princeps” da Guido monaco, inventore della notazione musicale, fu centro propulsore del sapere, incastonata nel cuore del Delta del Po, snodo nevralgico anche per i pellegrini romei.
Guido d’Arezzo e la musica
Il monastero pomposiano accolse illustri personaggi del tempo, tra i quali è da ricordare Guido d’Arezzo, il monaco inventore della scrittura musicale basata sul sistema delle sette note.
La presenza di Guido d’Arezzo testimonia il ruolo dell’Abbazia di Pomposa non soltanto come luogo di preghiera, ma anche come centro di studio, formazione e innovazione culturale. La tradizione monastica contribuì infatti alla conservazione e alla trasmissione del sapere in un periodo fondamentale della storia europea.
San Pier Damiani e Dante Alighieri
Se Giotto ha lasciato la propria impronta negli affreschi del capitolo abbaziale, non meno significativa è la figura di San Pier Damiani che visse nell’Abbazia di Pomposa con san Guido degli Strambiati.
Inoltre pare che anche il sommo poeta Dante Alighieri ebbe a soggiornare presso l’Abbazia di Pomposa durante i suoi viaggi tra Ravenna, Venezia e Verona, incaricato delle ambascerie dai signori Da Polenta ravennati.
Qui ebbe modo di ammirare gli affreschi del giudizio universale e i mosaici pavimentali, forse ispiratori delle forti immagini letterarie della sua Commedia. Proprio presso l’Abbazia di Pomposa, di ritorno dal suo ultimo viaggio a Venezia, venti giorni prima della morte a Ravenna, si dice che lasciò gli ultimi tredici canti del Paradiso, recuperati poi misteriosamente un anno dopo dal figlio Jacopo, anch’esso poeta.
Nel XXI canto del Paradiso Dante fa riferimento proprio al monastero di Pomposa quando fa dire al monaco camaldolese San Pier Damiani, che qui visse tre anni durante l’abbaziato di Guido degli Strambiati: “in quel loco fù io Pietro Damiano, e Pietro peccator fù ne la casa di Nostra Donna in sul lito Adriano”.
E cita forse in un altro passo, questa volta nel V Canto del Purgatorio, anche il nostro campanile, in riferimento alle numerose e non sempre felici vicissitudini che visse nel corso dei secoli il monastero, a causa anche delle invidie e delle malevolenze di altre istituzioni, religiose e civili.
Parla della torre campanaria pomposiana, quando fa dire a Virgilio: ”vien dietro a me, e lascia dir le genti, sta come torre ferma, che non crolla giammai per soffiar de’ venti”.

La Chiesa abbaziale di Santa Maria
La Chiesa abbaziale, preceduta da un portico riccamente decorato in cotto e marmo, è sorta tra l’VIII e il IX secolo ed ha l’aspetto di una basilica di tipo tardo-ravennate.
L’interno è diviso in tre navate da due file di colonne di stile ravennate-bizantino, sormontate da elaborati capitelli. Di grandissimo pregio è il pavimento ricoperto da mosaici di differenti epoche e stili.
Vi si trovano parti decorate con elementi geometrici, altre con cerchi concentrici, altre ancora con elementi fitomorfi e figure di animali. Gli intarsi di preziosi marmi collocati tra il VI e XII secolo rendono il pavimento uno degli elementi più importanti dell’apparato artistico della basilica.
Gli affreschi della basilica
Nella volta absidale si trova l’affresco Cristo in gloria circondato da angeli, Santi e dalla Vergine, opera di Vitale da Bologna del 1351. Sottostanti l’affresco appaiono gli Evangelisti, i Dottori della Chiesa e il ciclo dedicato alle Storie di Sant’Eustachio.
Anche le pareti della navata centrale sono coperte di affreschi, opere di scuola bolognese trecentesca, che raffigurano, nella fascia superiore, storie del Vecchio e del Nuovo Testamento e, in quella inferiore, nei pennacchi tra arco e arco, scene e allegorie dell’Apocalisse.
Nella parete interna della facciata è rappresentato il Giudizio Universale. Chi ama l’arte antica non deve perdere l’occasione di ammirare nella basilica di Santa Maria uno dei cicli di affreschi più preziosi di tutta la provincia di ispirazione giottesca e il bellissimo pavimento a mosaico con intarsi di preziosi marmi collocati tra il VI e XII secolo.
Gli ambienti del complesso abbaziale
Oltre alla Chiesa di Santa Maria, il complesso comprende l’Aula Capitolare a Refettorio, il Museo Pomposiano e il Campanile dell’Abbazia.
Gli ambienti del monastero permettono di approfondire la vita della comunità benedettina e il ruolo svolto dall’Abbazia nella cultura religiosa e artistica dell’Italia settentrionale.
Il Museo Pomposiano e l’accessibilità
ACCESSIBILITA': gli utenti con disabilità motoria possono accedere a tutte le sale del museo a piano terra attraverso l’ausilio di rampe.
SERVIZI: all’interno del Museo sono presenti pannelli didattici delle collezioni in diverse lingue.
Informazioni per la visita
Gli orari indicati per la visita sono dal martedì alla domenica dalle ore 8:30 alle 19:30, con chiusura della biglietteria alle ore 18:45. Il lunedì l’ingresso alla chiesa è previsto solo per esigenze di culto.
La domenica dalle 11.00 alle 12.00, per la celebrazione della santa messa, l’ingresso alla chiesa è riservato ai fedeli. La prima domenica di ogni mese l’ingresso è gratuito.
| Informazione | Dettaglio |
|---|---|
| Orari ordinari | Dal martedì alla domenica, dalle ore 8:30 alle 19:30 |
| Chiusura biglietteria | Ore 18:45 |
| Lunedì | Ingresso alla chiesa solo per esigenze di culto |
| Domenica | Dalle 11.00 alle 12.00 ingresso alla chiesa riservato ai fedeli |
| Prima domenica del mese | Ingresso gratuito |
| Chiusura annuale | 25 dicembre |
Giornate ad ingresso gratuito
- 25 aprile
- 7 maggio, Riconsacrazione della chiesa di S. Maria
- 2 giugno
- 4 novembre, Giornata dell'Unità Nazionale
- 11 novembre, San Martino
Biglietti
| Tipologia | Tariffa |
|---|---|
| Intero | € 5,00 |
| Intero nei giorni festivi | € 3,00 e ingresso gratuito alla chiesa |
| Intero con guida cartacea | € 7,00 |
| Agevolato | € 2,00 |
| Giovani | Tra i 18 e i 25 anni |
| Minori | Gratuito per tutti i cittadini di età inferiore a 18 anni |
Visite guidate
Visite guidata all'Abbazia : Sabato: ore 11:00 e ore 15:00 Domenica: ore 11:15 e ore 15:00. Prenotazione obbligatoria. Tariffa adulti euro 10,00 - ragazzi 6/17 anni euro 6,00.
NB: si segnala che dal 1 settembre è aperto un cantiere nella chiesa. Gli interventi interessano la navata centrale. Durante i lavori l’accesso ai visitatori e le funzioni religiose proseguiranno ma alcune porzioni del mosaico pavimentale e delle pitture non saranno visibili.
Abbazia di Pomposa - Codigoro (FE) - Emilia Romagna - www.tuttitaly.com - @tuttitaly
L’Abbazia di Pomposa nel Delta del Po
Il Parco del Delta del Po, un gioiello naturale tra Veneto ed Emilia-Romagna, è un ecosistema unico dove il Grande Fiume incontra l’Adriatico. Le sue vastissime zone umide, caratterizzate da lagune, valli da pesca e canneti, sono un paradiso per il birdwatching, ospitando migliaia di uccelli migratori e stanziali, inclusi fenicotteri rosa e aironi.
Il paesaggio è un mosaico di terre emerse, dune sabbiose e pinete costiere, plasmato dall’azione incessante dell’acqua. Qui la natura selvaggia si fonde con le tradizioni locali, offrendo percorsi ciclabili e nautici per esplorare la biodiversità e le antiche attività legate alla pesca e alla bonifica.
Un luogo dove l’uomo e la natura convivono in un equilibrio delicato e affascinante. Le attività e celebrazioni rafforzano i legami, creando un senso di appartenenza profonda. È un luogo dove storia e fede si fondono, tenuto vivo da una comunità unita e accogliente.
Eventi e celebrazioni
- Festa del Ringraziamento per i frutti della terra - 09 Novembre 2025
- Inizio corso di meditazione - 08 Ottobre 2025
- Incontro “Senza parole” percorso formativo genitoriale - 04 Ottobre 2025
- Veglia dei Morti - 01 Novembre 2025
- Festa dell’Assunta - 15 Agosto 2025
- Liturgia penitenziale in preparazione alla S. Pasqua - 08 Aprile 2025