A che ora è morto Benedetto XVI

Benedetto XVI è morto sabato 31 dicembre 2022 alle ore 9:34, nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano, dove risiedeva dopo la rinuncia al pontificato avvenuta nel 2013. L’annuncio è stato dato dalla Sala Stampa della Santa Sede attraverso il direttore Matteo Bruni.

Il Papa emerito aveva 95 anni, compiuti il 16 aprile, e le sue condizioni di salute si erano aggravate negli ultimi giorni. La salma è stata esposta nella Basilica di San Pietro dalla mattina di lunedì 2 gennaio 2023, mentre i funerali sono stati celebrati giovedì 5 gennaio alle 9:30 in Piazza San Pietro da Papa Francesco.

Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano

L’ora e il luogo della morte

«Con dolore informo che il Papa Emerito, Benedetto XVI, è deceduto oggi alle ore 9:34, nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano», ha detto Matteo Bruni, direttore della Sala stampa della Santa Sede.

Il Papa emerito Benedetto XVI è deceduto sabato 31 dicembre, alle ore 9.34, nel monastero Mater Ecclesiae in Vaticano, dove risiedeva dopo la rinuncia al pontificato.

Il Papa emerito, 95 anni, si è spento alle 9.34 nella sua residenza in Vaticano.

La Sala Stampa vaticana ha annunciato questa mattina fa che la morte è sopravvenuta alle 9.34 nella residenza del Monastero Mater Ecclesiae, che il Papa emerito, 95.enne, aveva scelto come sua residenza dopo la rinuncia al ministero petrino avvenuta nel 2013.

La notizia della morte di Ratzinger è stata data dal direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.

Le condizioni di salute negli ultimi giorni

Le condizioni di salute di Ratzinger si erano aggravate nei giorni scorsi.

Le sue condizioni di salute si erano aggravate per l’età - aveva compiuto 95 anni lo scorso 16 aprile - negli ultimi giorni.

Da giorni le condizioni di salute del Papa emerito si erano aggravate per l’avanzare dell’età, come la Sala stampa aveva riferito aggiornando sull’evolversi della situazione.

Questa settimana Papa Francesco aveva chiesto una preghiera per il suo predecessore, le cui condizioni si erano aggravate.

Il Vaticano aveva fatto sapere ieri che le sue condizioni erano «stabili» e che giovedì aveva partecipato alla celebrazione della Messa nella sua stanza.

Aveva ricevuto il sacramento dell’unzione degli infermi la sera di mercoledì 28 dicembre, al termine della celebrazione della messa.

Benedetto ha ricevuto l’Unzione degli infermi mercoledì scorso al termine della Messa nel Monastero e alla presenza delle Memores Domini, che da anni lo assistono quotidianamente.

La mattina di quello stesso giorno Papa Francesco si era recato personalmente a rendergli visita dopo aver invitato, durante l’udienza generale in Aula Paolo VI, a pregare per lui, perché il Signore potesse consolarlo e sostenerlo «in questa testimonianza di amore alla Chiesa fino alla fine».

Mercoledì mattina era stato Francesco a rivelare al mondo l’aggravarsi delle condizioni di Ratzinger, «vorrei chiedere a voi tutti una preghiera speciale per il Papa emerito Benedetto che nel silenzio sta sostenendo la Chiesa», aveva detto: «Ricordarlo, è molto ammalato, chiedendo al Signore che lo consoli e lo sostenga in questa testimonianza di amore alla Chiesa fino alla fine».

Quando è stata esposta la salma

Il corpo del Papa Emerito sarà nella Basilica di San Pietro in Vaticano per il saluto dei fedeli dalla mattina di lunedì 2 gennaio.

Dalla mattina di lunedì 2 gennaio 2023, la salma di Benedetto XVI sarà esposta nella Basilica di San Pietro in Vaticano per l’ultimo saluto dei fedeli.

Intanto dalla mattina di lunedì 2 gennaio il corpo di Benedetto XVI sarà nella basilica Vaticana per dar modo a chi lo desidera di rendergli un ultimo saluto con lo stile della preghiera.

Le spoglie del Papa emerito, fa sapere la Santa Sede, «riposeranno presso il Monastero Mater Ecclesiae fino alla prima mattina di lunedì 2 gennaio: non sono previste visite ufficiali o preghiere pubbliche».

Dalle 9 di lunedì la salma verrà esposta per la visita dei fedeli nella Basilica di San Pietro, dalle 9 alle 19, martedì e mercoledì dalle 7 alle 19.

MomentoData e oraLuogo
Morte di Benedetto XVI31 dicembre, ore 9:34Monastero Mater Ecclesiae, Vaticano
Esposizione della salmaLunedì 2 gennaio, dalle ore 9Basilica di San Pietro
Visita dei fedeliLunedì dalle 9 alle 19; martedì e mercoledì dalle 7 alle 19Basilica di San Pietro
FuneraliGiovedì 5 gennaio, ore 9:30Piazza San Pietro

I funerali di Benedetto XVI

I funerali saranno celebrati giovedì 5 gennaio, alle 9.30, in Piazza San Pietro e saranno presieduti da Papa Francesco, come ha riferito il direttore della Sala stampa vaticana, Matteo Bruni.

I funerali di Benedetto XVI saranno celebrati da Papa Francesco giovedì dalle 9.30 in Piazza San Pietro.

Giovedì 5 gennaio, alle 9.30, in piazza San Pietro, sarà Papa Francesco a presiedere la celebrazione delle esequie del Papa emerito.

Per la partecipazione non sono previsti biglietti.

«Assecondando il desiderio del Papa emerito, i suoi funerali si svolgeranno nel segno della semplicità. Saranno solenni ma sobri», ha precisato Bruni.

Il Papa emerito ha chiesto che tutto fosse improntato alla semplicità, come ha vissuto.

«La richiesta esplicita da parte del Papa emerito è che tutto fosse all’insegna della semplicità, per quanto riguarda i funerali, i riti, i gesti di questo tempo di dolore».

Al termine della celebrazione eucaristica avranno luogo l’Ultima Commendatio e la Valedictio.

Il feretro del Pontefice emerito sarà portato nella Basilica di San Pietro e quindi nelle Grotte Vaticane per la tumulazione.

Le delegazioni ufficiali presenti saranno quelle della Germania e dell’Italia.

Funerali di Benedetto XVI in Piazza San Pietro

La commemorazione di Papa Francesco

Francesco celebra nella Basilica di San Pietro e sono le prime parole che il Papa dedica al predecessore.

«Parlando della gentilezza, in questo momento, il pensiero va spontaneamente al carissimo Papa emerito Benedetto XVI, che questa mattina ci ha lasciato».

«Con commozione ricordiamo la sua persona così nobile, così gentile», dice.

«E sentiamo nel cuore tanta gratitudine: gratitudine a Dio per averlo donato alla Chiesa e al mondo; gratitudine a lui, per tutto il bene che ha compiuto, e soprattutto per la sua testimonianza di fede e di preghiera, specialmente in questi ultimi anni di vita ritirata».

In questi nove anni avevano avuto modo di conoscersi ancora più a fondo, ancora pochi giorni fa Francesco aveva parlato di Benedetto come di un «santo», ora alza lo sguardo e sillaba: «Solo Dio conosce il valore e la forza della sua intercessione, dei suoi sacrifici offerti per il bene della Chiesa».

Francesco ha ricordato il suo predecessore davanti ai fedeli riuniti a San Pietro per i Vespri e il Te Deum nell’ultimo giorno dell’anno.

Chi era Benedetto XVI

La Chiesa in lutto: è morto Benedetto XVI. Il Papa emerito, all’anagrafe Joseph Ratzinger, si è spento oggi 31 dicembre all’età di 95 anni.

Eletto nel 2005, si dimise nel 2013: fu il primo Pontefice a ritirarsi in epoca contemporanea.

Joseph Ratzinger, il Papa Emerito Benedetto XVI, è morto sabato all’età di 95 anni.

Successore di Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II, era stato a capo della Chiesa cattolica dal 2005, anno della sua elezione, fino al 2013, quando era stato il primo pontefice da 600 anni a questa parte a rinunciare al suo incarico, per il quale riteneva di non avere più forze a sufficienza.

Da allora si era ritirato nel convento vaticano «Mater Ecclesiae».

La sua morte pone fine all’insolita convivenza di due uomini in bianco: il tedesco Joseph Ratzinger, brillante teologo non molto a suo agio con le folle e l’argentino Jorge Bergoglio, gesuita dalla parola incisiva che vuole mettere poveri e migranti al centro della missione della Chiesa.

Dalla nascita al sacerdozio

Joseph Ratzinger è nato a Marktl am Inn, nel territorio della Diocesi di Passau, in Germania, il 16 aprile 1927.

Suo padre era un commissario di gendarmeria e proveniva da una famiglia di agricoltori della bassa Baviera.

Le sue condizioni economiche erano abbastanza modeste.

La madre invece era figlia di artigiani di Rimsting, sul lago di Chiem, e prima del matrimonio aveva lavorato come cuoca in diversi alberghi.

Ratzinger ha passato la sua infanzia e la sua adolescenza a Traunstein, una piccola città vicino alla frontiera con l’Austria, a circa trenta chilometri da Salisburgo.

Lui stesso definiva questo contesto «mozartiano»: qui ha ricevuto la sua formazione cristiana.

Gli anni della sua adolescenza sono attraversati dalla Seconda guerra mondiale.

Ricordò di aver visto il suo parroco bastonato dai nazisti prima della celebrazione della Santa Messa e di aver vissuto il clima di ostilità nei confronti della Chiesa cattolica in Germania.

Negli ultimi anni fu arruolato anche nei servizi ausiliari antiaerei.

Dal 1946 al 1951 studia alla Scuola superiore di filosofia e teologia di Frisinga e all’Università di Monaco.

Viene ordinato sacerdote il 29 giugno del 1951.

Un anno dopo, inizia a insegnare nella stessa scuola nella quale era stato studente, a Frisinga.

In seguito, nel 1953, si laurea in teologia con questa dissertazione: «Popolo e Casa di Dio nella Dottrina della Chiesa di sant’Agostino».

Il teologo e il cardinale

Nel corso della sua carriera ha insegnato a Bonn dal 1959 al 1969, a Münster dal 1963 al 1966 e a Tubinga dal 1966 al 1969.

Dal 1969, per molti anni, è stato professore di dogmatica e di storia dei dogmi presso l’Università di Ratisbona dove ha ricoperto anche l’incarico di Vice Preside dell’Università.

La sua attività di studioso lo ha portato a svolgere incarichi all’interno della Conferenza Episcopale Tedesca e nella Commissione Teologica Internazionale.

Ha poi pubblicato numerosi scritti, fra cui: «Introduzione al cristianesimo» del 1968, il volume del 1973 «Dogma e Predicazione», «Rapporto sulla fede» del 1985 e «Il sale della terra» del 1996.

In occasione del suo 70esimo compleanno è stato inoltre pubblicato il libro «Alla scuola della Verità».

Anche per via dei suoi studi, ha preso parte in qualità di «esperto» al Concilio Vaticano II.

Viene nominato vescovo di München und Freising, Monaco e Frisinga, il 25 marzo 1977, da Papa Paolo VI.

Riceve l’ordinazione episcopale il 28 maggio dello stesso anno: primo sacerdote diocesano ad assumere, dopo ottant’anni, il governo pastorale della Diocesi bavarese.

Sempre Papa Paolo VI lo nomina Cardinale nel Concistoro del 27 giugno 1977.

Il 25 novembre 1981 Giovanni Paolo II lo rende Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Il 6 novembre 1998 assume l’incarico di Vice-Decano del Collegio Cardinalizio e il 30 novembre 2002 diventa Decano: riceve anche il Titolo della Chiesa Suburbicaria di Ostia.

L’elezione al soglio pontificio

Poche ore dopo inizia il Conclave che lo eleggerà Papa, il 19 aprile del 2005.

Alla vigilia della sua elezione al Soglio Pontificio, nella Basilica Vaticana, celebra la Santa Messa «pro eligendo Romano Pontifice» insieme con i 115 Cardinali.

È ormai celebre come «custode della fede» e capofila dell’ala «conservatrice» della Chiesa.

Nel suo discorso parla della «piccola barca del pensiero cristiano», «agitata da molte onde».

Alcuni esempi che aveva citato: «Marxismo, liberalismo, collettivismo, individualismo radicale, ateismo, un vago misticismo religioso, agnosticismo, sincretismo» e «dittatura del relativismo».

La sua elezione, ritenuta in linea con il predecessore Giovanni Paolo II, viene accolta con un boato dai 100mila fedeli presenti in piazza San Pietro e in attesa da ore sotto la pioggia.

Ratzinger sceglie di chiamarsi Benedetto XVI in ricordo di Benedetto XV, Papa del primo conflitto mondiale.

Commenta la sua elezione così: «Mi consola il fatto che il Signore sa lavorare e agire anche con strumenti insufficienti e soprattutto mi affido alle vostre preghiere».

Poco prima, in un’intervista alla Radio Vaticana, si era definito «un uomo semplice»: «È impossibile un autoritratto, è difficile giudicare se stessi. Io posso soltanto dire che vengo da una famiglia molto semplice, molto umile, e perciò non mi sento tanto cardinale».

Le dimissioni e gli anni da Papa emerito

Nel 2013 annuncia le dimissioni per via delle sue condizioni di salute: è il primo Pontefice a farlo in età contemporanea.

L’ultimo ritiro risaliva al Medioevo, nel 1294, a opera di Celestino V.

Pronuncia la comunicazione in latino, davanti ai cardinali impegnati nel Concistoro ordinario in Vaticano per la canonizzazione dei circa 800 martiri di Otranto e di due monache spagnole.

«Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino».

«Ben consapevole della gravità di questo mio atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, successore di San Pietro, a me affidato per mano dei cardinali il 19 aprile 2005».

«In modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20.00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice».

Si apre così l’era di Papa Bergoglio.

All’epoca, Benedetto XVI ha 86 anni ed è il Pontefice più anziano dell’ultimo secolo.

Si ritira nell’ex monastero delle suore di clausura nei Giardini Vaticani, il «Mater Ecclesiae».

Le sue condizioni si sono aggravate nel corso degli anni: nel 2020 il suo biografo, Peter Seewald, aveva accennato allo stato di salute sempre più precario dell’allora 93enne.

Qualche mese dopo, secondo quanto riferito dal cardinale maltese Mario Grech, il Papa emerito aveva già qualche difficoltà a parlare.

ANNUNCIO MORTE BENEDETTO XVI - Tg1 Edizione Straordinaria | 31 dicembre 2022

Le reazioni alla morte

Papa Francesco ha ricordato Benedetto XVI con «commozione» e «tanta gratitudine», sottolineando la sua testimonianza di fede e di preghiera.

Il presidente americano Joe Biden ha ricordato Benedetto XVI, «rinomato teologo», sottolineando di aver avuto «il privilegio» di conoscerlo in occasione della sua visita in Vaticano nel 2011.

«Io e Jill ci uniamo ai cattolici di tutto il mondo, e a tanti altri, nel lutto per la scomparsa del Papa emerito Benedetto XVI. Ho avuto il privilegio di trascorrere del tempo con Papa Benedetto in Vaticano nel 2011 e ricorderò sempre la sua generosità e la sua ospitalità, così come la nostra importante conversazione», ha dichiarato Biden nella nota diffusa dalla Casa Bianca.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha definito la morte di Benedetto XVI «un lutto per l’Italia».

«La sua dolcezza e la sua sapienza hanno beneficato la nostra comunità e l’intera comunità internazionale. Con dedizione ha continuato a servire la causa della sua Chiesa nella veste inedita di Papa emerito con umiltà e serenità».

«La sua figura rimane indimenticabile per il popolo italiano. Intellettuale e teologo ha interpretato con finezza le ragioni del dialogo, della pace, della dignità della persona, come interessi supremi delle religioni».

La premier italiana Giorgia Meloni ha ricordato Benedetto XVI come «un gigante della fede e della ragione» e ha affermato che «la storia non lo dimenticherà».

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha dichiarato che «il mondo perde una figura che ha segnato la Chiesa cattolica».

Il presidente francese Emmanuel Macron ha reso omaggio agli sforzi di Benedetto XVI per «un mondo più fraterno».

La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, si è detta «triste nell’apprendere della scomparsa di Sua Santità Papa Emerito Benedetto XVI».

«Non abbiate paura né del mondo, né del futuro, né della vostra debolezza», ha scritto Metsola citando una frase del Papa emerito. «L’Europa lo piange. Possa riposare in pace».

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha ricordato il Papa emerito Benedetto XVI lodando il «suo impegno tenace per la non violenza e la pace» e i suoi «appelli potenti alla solidarietà con le popolazioni marginalizzate».

Il patriarca ortodosso di Mosca Kirill ha reso omaggio a un «difensore dei valori tradizionali», mentre l’arcivescovo anglicano di Canterbury Justin Welby lo ha ricordato come «uno dei più grandi teologi del nostro tempo».

I musulmani della Coreis, Comunità Religiosa Islamica Italiana, hanno ricordato la «levatura teologica» di Ratzinger e la preghiera di Benedetto XVI nella Moschea Blu di Istanbul nel 2006.

La fine della convivenza tra due Papi

Con la morte di Benedetto XVI si apre la strada a una riforma che Bergoglio non ha mai potuto mettere in campo: il nodo dell’abito e della dimora dei prossimi Papi emeriti.

Benedetto XVI ha aperto una strada nuova, perché in futuro potranno esserci altri Papi emeriti e forse anche più di uno alla volta.

Il Papato non è più a vita e un pontefice potrà restare in carica tanti anni quanti se la sentirà.

Non c’è stato un vero dualismo, anche se due sensibilità diverse sono state usate dagli ambienti attorno a loro.

Per la prima volta nella storia, i funerali di un pontefice sono stati celebrati dal successore.

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