Il Catechismo del Curato d’Ars è una raccolta di insegnamenti ed esortazioni provenienti dalle catechesi e dalle “istruzioni” che san Giovanni Maria Vianney teneva ai fedeli. In venti capitoli, distinti in oltre 300 paragrafi, sono toccati i principali temi della vita cristiana, nello stile semplice ed efficace che caratterizzava le catechesi del santo.
Non si tratta di una trattazione sistematica e completa della dottrina cristiana nel suo insieme, come si addice a un catechismo vero e proprio, sia pur se breve. Il vero centro di interesse è costituito dalla concreta vita cristiana: la formazione della coscienza, il discernimento fra la virtù e il peccato, la conversione e la conformità al Vangelo e agli insegnamenti della Chiesa.
Che cos’è il Catechismo del Curato d’Ars
Quello che viene presentato o è conosciuto come Il Catechismo del Curato d’Ars è la raccolta di un certo numero di insegnamenti ed esortazioni provenienti dalle catechesi e dalle “istruzioni” che il Santo teneva ai fedeli. Questa raccolta fu realizzata da un contemporaneo e assiduo frequentatore del Curato, nonché suo primo biografo, l’abbé Alfred Monnin, il quale organizzò l’insieme di questo materiale frammentario per grandi temi.
Il Monnin l’aveva intitolata, in modo forse più modesto ma anche più preciso, Il Curato d’Ars nelle sue catechesi. In seguito, il titolo di Catechismo si è imposto perché si addice bene all’indole e all’intento generale del libro.
Come si può facilmente constatare, in queste pagine vengono richiamate molte delle principali verità della fede cristiana, tra cui la Trinità, l’Incarnazione, i Sacramenti e la vita eterna. Tuttavia, il testo è soprattutto un’introduzione alla “vita cristiana vissuta”, più che un catechismo della “fede creduta”, anche se i due aspetti sono sempre intrecciati.
I temi principali dell’opera
L’abbé Alfred Monnin organizzò il materiale raccolto per grandi temi: la salvezza, le virtù, la preghiera, il sacrificio della S. Messa, la speranza, il peccato, la confessione, la santificazione della domenica, la comunione frequente e la Vergine Maria.
- la salvezza;
- le virtù;
- la preghiera;
- il sacrificio della S. Messa;
- la speranza;
- il peccato;
- la confessione;
- la santificazione della domenica;
- la comunione frequente;
- la Vergine Maria.
Ciò che interessava maggiormente il Santo Parroco di Ars era di formare le coscienze dei suoi uditori al discernimento fra la virtù e il peccato, esortare a una vita di conversione e di conformità al Vangelo e agli insegnamenti della Chiesa, risvegliare gli uditori a una vita cristiana fervorosa.
In altre parole, quello che qui presentiamo è più un’introduzione alla “vita cristiana vissuta”, che un catechismo della “fede creduta”, anche se i due aspetti, naturalmente, sono sempre intrecciati e leggendo queste pagine, così attente alla dimensione pratica, si è sempre rinviati ai grandi misteri della fede che le sostengono.

Stile e linguaggio delle catechesi
Queste pagine ci restituiscono fedelmente lo stile e il linguaggio del Santo Curato, caratterizzati da una semplicità estrema, da un’intonazione popolare, ma anche da una straordinaria forza persuasiva e di penetrazione interiore.
La predicazione di S. Giovanni M. Vianney non possedeva nessuna attrattiva retorica o intellettuale, ma era la rivelazione immediata di un animo trasformato dal Mistero divino che egli annunziava. Da qui la sua efficacia, di cui è possibile beneficare anche accostandola nella sua trasposizione scritta ad opera di un ascoltatore e testimone diretto.
Questo fa sì che la lettura di queste pagine lascia il segno, induce a rientrare nel proprio cuore, stimola all’esame di coscienza, riattiva il desiderio del bene, scuote dal torpore spirituale.
Queste sono le caratteristiche tipiche dei classici della spiritualità cristiana, la cui frequentazione non rappresenta principalmente un’avventura culturale o intellettuale di apprendimento, quanto un avvenimento che tocca il cuore e lo cambia.
La formazione della coscienza e la conversione
Uno dei pregi principali di queste pagine, è quello di lasciar liberamente risuonare verità fondamentali della vita cristiana, che da troppo tempo sono quasi del tutto scomparse dalla predicazione e dalla catechesi delle nostre parrocchie e dalla pastorale ordinaria.
Il lettore se ne accorgerà sa solo, scorrendo con calma queste pagine e facendole oggetto di meditazione. Il Curato d’Ars ha annunciato la Parola di Dio fedelmente, senza accomodamenti, senza desiderio di piacere, senza paura di apparire “fuori dal mondo”, facendosi così esempio per i sacerdoti e i catechisti di ogni tempo.
Anche quando il suo tono sembra farsi più severo o esigente, come talvolta era esigente la parola di Gesù e severa quella dei profeti prima di lui, è sempre la premura e l’amore del buon pastore che lo ispirano.
Questa severità non si fa mai durezza, perché è espressione di una profonda carità, che si riveste di accenti di tenerezza. Le parole dell’umile predicatore, mirano a scuotere gli indifferenti e i mediocri, facendo risplendere ai loro occhi la grandezza e bellezza della vocazione battesimale e della vita cristiana.
Il rapporto tra catechesi, confessione e Messa
Questo Catechismo ci fa capire quanto stesse a cuore al Curato d’Ars la formazione costante e instancabile del popolo di Dio attraverso il servizio della predicazione e dell’insegnamento.
Alle lunghe ore dedicate al confessionale, egli univa le ore dedicate a preparare, con fatica, le sue prediche e le sue catechesi. Nella dedizione a questi due ministeri tipici del sacerdote - l’annuncio della Parola di Dio che forma e illumina le menti e il perdono dei peccati che guarisce e risana le anime - si esprimeva la fecondità della sua vita di sacerdote di Cristo, ultimamente radicata nel sacramento fontale e unificante della Santa Messa.
Le sue lezioni di catechismo e le sue omelie parlano soprattutto della bontà e della misericordia di Dio. Assalito da molte prove e lotte interiori, mantiene il suo cuore ben radicato nell’amore di Dio e dei fratelli; la sua unica preoccupazione è la salvezza delle anime.
San Giovanni Maria Vianney, il Curato d’Ars
Giovanni Maria Vianney (1786-1859), conosciuto come il “Curato d’Ars”, è l’esempio di come un semplice sacerdote di campagna possa diventare santo.
Nato l’8 maggio 1786 a Dardilly, vicino a Lione, in una famiglia di coltivatori, Giovanni Maria Vianney conosce un’infanzia segnata dal fervore e dall’amore dei suoi genitori. Il contesto della Rivoluzione francese eserciterà una forte influenza sulla sua gioventù.
Farà la sua prima confessione ai piedi del grande orologio, nel salone della casa natale, e non nella chiesa del villaggio, e riceverà l’assoluzione da un sacerdote clandestino. Due anni più tardi, fa la sua prima comunione in un fienile, durante una Messa clandestina celebrata da un sacerdote ribelle.
A 17 anni, sceglie di rispondere alla chiamata di Dio: «Vorrei guadagnare delle anime al Buon Dio», dirà a sua madre, Marie Béluze. Suo padre, però, si oppone per due anni a questo progetto, perché le braccia mancano nella casa paterna.
A 20 anni comincia a prepararsi al sacerdozio con l’abate Balley, Parroco di Écully. Le difficoltà lo faranno crescere: passa rapidamente dallo scoraggiamento alla speranza, si reca in pellegrinaggio a Louvesc, al sepolcro di San François Régis.
È costretto a disertare quando viene chiamato ad entrare nell’esercito per andare a combattere durante la guerra in Spagna. L’abate Balley, però, saprà aiutarlo durante questi anni caratterizzati da molte prove.
Il ministero ad Ars
Ordinato sacerdote nel 1815, è in un primo tempo vicario a Écully. Nel 1818, viene mandato ad Ars.
Là, risveglia la fede dei suoi parrocchiani con le sue prediche, ma soprattutto con la sua preghiera e il suo stile di vita. Si sente povero davanti alla missione da compiere, ma si lascia avvolgere dalla misericordia di Dio.
Restaura e abbellisce la chiesa, fonda un orfanotrofio che chiama “La Provvidenza” e si prende cura dei più poveri.
Molto velocemente, la sua reputazione di confessore gli attira numerosi pellegrini che vengono a cercare da lui il perdono di Dio e la pace del cuore. Si dedicò all’evangelizzazione, attraverso l’esempio della sua bontà e carità, trascorrendo le giornate tra celebrazione della S. Messa e confessioni, senza risparmiarsi.
Arrivando a trascorrere in confessionale sino a 18 ore al giorno, ebbe sempre una costante e grande preoccupazione per la salvezza delle anime, in un periodo storico in cui, soprattutto in Francia, si diffondeva un’ideologia fortemente anticristiana.

Un catechista per bambini e adulti
Pur nella sua semplicità, era un apprezzatissimo catechisa, per bamine e adulti. La sua fama di santità ben presto valicò i confini francesi e un flusso crescente di pellegrini e penitenti iniziò a riempire la piccola cittadina, attratto dalla sapienza ispirata della sua predicazione e da un sempre più grande desiderio di conversione.
Le sue catechesi non si limitavano alla trasmissione di nozioni religiose. Il loro scopo era risvegliare la coscienza, orientare le scelte quotidiane e condurre a una vita cristiana fervorosa.
Le pagine del Catechismo mostrano quanto stesse a cuore al Curato d’Ars la formazione costante e instancabile del popolo di Dio attraverso il servizio della predicazione e dell’insegnamento.
La preghiera secondo il Curato d’Ars
«Questo è il bel compito dell’uomo: pregare ed amare… La preghiera nient’altro è che l’unione con Dio».
Fate bene attenzione, miei figliuoli: il tesoro del cristiano non è sulla terra, ma in cielo. Il nostro pensiero perciò deve volgersi dov’è il nostro tesoro.
Pregare e amare
Questo è il bel compito dell’uomo: pregare ed amare. Se voi pregate ed amate, ecco, questa è la felicità dell’uomo sulla terra.
La preghiera è l’unione con Dio
La preghiera nient’altro è che l’unione con Dio. Quando qualcuno ha il cuore puro e unito a Dio, è preso da una certa soavità e dolcezza che inebria, è purificato da una luce che si diffonde attorno a lui misteriosamente.
In questa unione intima, Dio e l’anima sono come due pezzi di cera fusi insieme, che nessuno può più separare. Come è bella questa unione di Dio con la sua piccola creatura! È una felicità questa che non si può comprendere.
Dio ci ha permesso di parlare con Lui
Noi eravamo diventati indegni di pregare. Dio però, nella sua bontà, ci ha permesso di parlare con lui. La nostra preghiera è incenso a lui quanto mai gradito.
Dolcezza del paradiso
Figliuoli miei, il vostro cuore è piccolo, ma la preghiera lo dilata e lo rende capace di amare Dio. La preghiera ci fa pregustare il cielo, come qualcosa che discende a noi dal paradiso.
Non ci lascia mai senza dolcezza. Infatti è miele che stilla nell’anima e fa che tutto sia dolce. Nella preghiera ben fatta i dolori si sciolgono come neve al sole.
Il tempo vola
Anche questo ci dà la preghiera: che il tempo scorra con tanta velocità e tanta felicità dell’uomo che non si avverte più la sua lunghezza.
Ascoltate: quando ero parroco di Bresse, dovendo per un certo tempo sostituire i miei confratelli, quasi tutti malati, mi trovavo spesso a percorrere lunghi tratti di strada; allora pregavo il buon Dio, e il tempo, siatene certi, non mi pareva mai lungo.
La generosità dei santi
Ci sono alcune persone che si sprofondano completamente nella preghiera come un pesce nell’onda, perché sono tutte dedite al buon Dio. Non c’è divisione alcuna nel loro cuore.
O quanto amo queste anime generose! San Francesco d’Assisi e santa Coletta vedevano nostro Signore e parlavano con lui a quel modo che noi ci parliamo gli uni agli altri.
Siamo sempre di fretta
Noi invece quante volte veniamo in chiesa senza sapere cosa dobbiamo fare o domandare! Tuttavia, ogni qual volta ci rechiamo da qualcuno, sappiamo bene perché ci andiamo.
Anzi vi sono alcuni che sembrano dire così al buon Dio: «Ho soltanto due parole da dirti, così mi sbrigherò presto e me ne andrò via da te».
Se pregassimo con fede
Io penso sempre che, quando veniamo ad adorare il Signore, otterremmo tutto quello che domandiamo, se pregassimo con fede proprio viva e con cuore totalmente puro.
La vita sacerdotale e la santità
La sua povertà non era simulata. Sapeva che sarebbe morto un giorno come “prigioniero del confessionale”.
Aveva per tre volte tentato di fuggire dalla sua parrocchia, credendosi indegno della missione di Parroco, e pensando di essere più uno schermo alla bontà di Dio che un vettore del suo Amore. L’ultima volta, fu meno di sei anni prima della morte.
Venne ripreso dai suoi parrocchiani, che avevano fatto suonare la campana a martello nel cuore della notte. Si recò allora nella sua chiesa e si mise a confessare fino all’una della mattina.
Dirà l’indomani: “mi sono comportato da bambino”. Sacerdote che si consuma d’amore davanti al Santissimo Sacramento, tutto donato a Dio, ai suoi parrocchiani e ai pellegrini, muore il 4 agosto 1859, dopo essersi consegnato fino all’estremo dell’Amore.
Riconoscimento ecclesiale e memoria del santo
In occasione delle sue esequie, la folla era composta da più di mille persone, fra cui il vescovo e tutti i sacerdoti della diocesi, venuti ad abbracciare colui che era già il loro modello.
Beatificato l’8 gennaio 1905, lo stesso anno è stato dichiarato “patrono dei sacerdoti della Francia”. Canonizzato nel 1925 da Pio XI, lo stesso anno di Santa Teresa del Bambin Gesù, sarà proclamato nel 1929 “patrono di tutti i parroci dell’universo”.
Papa Pio XI lo proclamerà santo nel 1925, indicandolo come modello e patrono del clero parrocchiale. Papa Giovanni Paolo II è venuto ad Ars nel 1986.
Oggi Ars accoglie 450.000 pellegrini ogni anno e il Santuario propone differenti attività. Nel 1986 è stato aperto un seminario per formare i futuri sacerdoti alla scuola del “Signor Vianney”. Infatti, dove passano i santi, Dio passa con loro!
L’edizione italiana del Catechismo
Le Edizioni La Scala, dell’Abbazia Benedettina Madonna della Scala di Noci (Ba), hanno pubblicato una traduzione italiana del Catechismo del Curato d’Ars.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Titolo | Il Catechismo del Curato d’Ars |
| Curatore | Alfred Monnin |
| Traduzione | Emanuele F. Falcone |
| Editore | La Scala |
| Pagine | 144 |
| Data di pubblicazione | Novembre 2023 |
| Codice | 9788896688359 |
| Dimensioni | 20 cm x 13 cm |
Una traduzione italiana del Catechismo del Curato d’Ars, un piccolo classico della spiritualità cristiana il cui valore non tramonta.
In venti capitoli, distinti in oltre 300 paragrafi, sono toccati i principali temi della vita cristiana, nello stile semplice ed efficace che caratterizzava le catechesi di S. Giovanni Maria Vianney.
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